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Si prospetta una fase economica positiva per la Svizzera. Lo predice il Vorort

Per il Vorort, il sistema di formazione deve diventare più efficiente e aprirsi alla concorrenza internazionale. Nella foto d'archivio una lezione all'Ateneo di economia di San Gallo Keystone

Anche l'Unione svizzera di commercio e d'industria prevede per quest'anno una forte crescita dell'economia. Secondo gli imprenditori si tratta ora di sfruttare il buon momento congiunturale per avviare riforme che aprano la strada alla «new economy».

Grazie alle esportazioni e ad una robusta domanda interna, per l’economia si prospetta una fase positiva, si legge nell’ultimo rapporto sulla situazione economica pubblicato giovedì a Zurigo dal Vorort. Si calcola che nel 2000 il prodotto interno lordo crescerà del 3 percento.

Questa previsione si situa al di sotto delle cifre avanzate nei giorni scorsi dalle banche: l’UBS prevede una crescita del 3,5 percento, la Banca cantonale di Zurigo del 3,2 percento. Al contrario il Vorort si attende un’inflazione all’1,8 percento, più alta di quanto preventivato dagli strateghi di UBS e ZKB (rispettivamente 1,4 e 1,5 percento).

Sempre secondo l’Unione svizzera di commercio e d’industria un importante fattore di insicurezza per la congiuntura elvetica è rappresentato dalle prospettive circa l’economia americana. Un «atterraggio duro» della congiuntura USA potrebbe avere conseguenze significative sull’economia mondiale. Ma non è da temere una recessione, sostiene il rapporto.

L’analisi si basa sulle cifre degli ultimi cinque mesi. Il Vorort fa notare come le esportazioni siano aumentate del 15 percento, un dato analogo a quello registrato dalle importazioni di merci. Un pilastro della crescita è costituito anche dalla congiuntura interna, ma esiste il pericolo che l’offerta non ricesca a tenere il passo della domanda. Per evitare un’impennata dei prezzi è quindi necessario una prudente stretta monetaria: secondo il Vorort la Banca nazionale deve quindi intervenire per eliminare i rischi di inflazione.

Per quanto riguarda la politica economica, l’Unione di commercio e d’industria si attende un’espansione della cosidetta «nuova economia. Questa transizione dall’industria tradizionale alle nuove tecnoloogie, che comporterà profonde riforme, è una sfida non solo per le imprese, ma anche per i politici, aggiunge il rapporto.

Concretamente il Vorort si aspetta che il processo di deregolamentazione continui il suo corso, in modo che l’economia possa reagire più rapidamente ai cambiamenti della domanda.

Anche il sistema formativo deve subire un processo di ammodernamento: occorre abbreviare i periodi di studio alle università, favorire il passaggio di conoscenze tra atenei e scuole universitarie professionali, aumentare il coordinamento in Svizzera e aprirsi alla concorrenza internazionale, sostiene il Vorort.

swissinfo e agenzie

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