Silenzio sul Gottardo
Lunedì mattina il numero due dei trasporti svizzeri, Max Friedli, era a Roma. Tema della visita: la trasversale ferroviaria. Nessuna discussione sul Gottardo.
Non si è parlato di San Gottardo lunedì mattina nell’incontro a Roma fra Max Friedli, capo dell’Ufficio federale dei trasporti e Renato Maria Li Bassi, Consigliere per gli affari internazionali del ministero dei trasporti italiano. Un appuntamento da tempo in agenda ma che poteva diventare strategico vista la difficile situazione dei trasporti dopo l’incidente del San Gottardo.
Camionisti italiani furiosi
Gli autotrasportatori italiani sono furiosi. Dal governo di Roma attendevano una reazione immediata. Invece, nell’incontro di stamattina Max Friedli e il consigliere ministeriale Li Bassi, si sono limitati a discutere l’accordo bilaterale fra la Svizzera e l’Italia relativa alla Trasversale ferroviaria alpina, l’avanzamento dei lavori e la costruzione delle rampe di carico.
“Uno scandalo”, ci ha detto Paolo Uggè, segretario generale della Conftrasporto. “Noi perdiamo milioni di lire ogni giorno e il governo non si è ancora attivato presso le autorità elvetiche per cercare di sbloccare la situazione”.
Il traffico commerciale fra l’Italia e il Nord Europa, dopo il tragico incidente del San Gottardo, è al collasso. Migliaia di Tir sono incolonnati fra il Brennero e il Frejus. L’Austria non vuole decontingentare il traffico pesante sul suo territorio e il Frejus fatica a inghiottire il serpentone di Tir.
“Saremmo disposti a mettere le nostre merci sul treno, dice ancora Uggè, “ma ci dicano almeno cosa dobbiamo fare”.
Invece, dal governo di Roma, non arriva nessuna risposta. Lunedì mattina il ministro dei trasporti Pietro Lunardi era a Milano. All’ incontro con Max Friedli, numero due dei trasporti elvetici -dopo il presidente della Confederazione Moritz Leunberger-, “l’Italia avrebbe dovuto mandare un rappresentante del governo con delega politica e non semplicemente un alto funzionario” conclude Uggè .
Comprensibile dunque il nervosismo degli autotrasportatori che con questa crisi rischiano di giocarsi il loro mercato al nord delle Alpi.
Paolo Bertossa
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