Solidarietà in prova con l’oro della Banca nazionale
La Fondazione Svizzera solidale verrà creata per un periodo provvisorio di 30 anni. Questo uno degli elementi resi noti dal governo che la settimana prossima presenterà l'intero progetto.
Lanciata tre anni fa, dall’allora presidente della Confederazione Arnold Koller, nel bel mezzo della bufera sugli averi ebraici, l’idea della Fondazione Svizzera solidale, finanziata con una parte dell’oro della Banca Nazionale Svizzera (BNS), sta ora per arrivare sui banchi del parlamento.
Il Consiglio federale presenterà, la settimana prossima, nel dettaglio il progetto di articolo costituzionale riguardante l’utilizzo delle 1300 tonnellate di riserve auree, di cui la BNS non avrà più bisogno per la sua politica monetaria, al quale affiancherà anche il disegno di legge sulla Fondazione.
Scopo principale della Fondazione, che disporrà dei ricavi ottenuti dalla gestione di 500 tonnellate d’oro, sarà in primo luogo il sostegno a iniziative di prevenzione sociale realizzati da organizzazioni, ha indicato il consigliere federale Kaspar Villiger.
Ma se sugli obiettivi e sul capitale da mettere a disposizione, Berna ha confermato i piani iniziali, nuova è invece la proposta resa nota dal ministro delle finanze, di limitare provvisoriamente la sua durata a 30 anni. Al termine di questo periodo, il parlamento dovrebbe pronunciarsi di nuovo sull’utilizzo del capitale in dotazione.
Non estranea all’introduzione di questa clausola è sicuramente la pressione esercitata dall’iniziativa popolare di Christoph Blocher.
Contrario a questo progetto fin dal giorno dell’annuncio, il consigliere nazionale UDC propone di versare tutte le riserve auree della BNS in favore dell’AVS.
Una proposta, quella del tribuno zurighese, che rischia di far presa sulla popolazione. Il Consiglio federale ha voluto perciò contemplare, almeno parzialmente, la questione delle pensioni in un capitolo separato.
Nella procedura di consultazione, che Berna aprirà in giugno per stabilire il destino delle rimanenti 800 tonnellate, una delle due varianti prese in considerazione prevede infatti di destinarne una parte per sostenere finanziariamente quelle persone che si troveranno in difficoltà con l’entrata in vigore dell’undicesima revisione AVS.
Una seconda variante propone invece di usare le 800 tonnellate per ridurre il debito pubblico. Un’opzione preferita dai cantoni, in quanto verrebbe mantenuto intatto il loro diritto ai due terzi dei ricavi ottenuti dalla gestione delle riserve auree. Considerato l’appetito suscitato dal tesoro della BNS, il dibattito parlamentare promette scintille.
Luca Hoderas
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