Spetterà al governo fissare i tassi d’interesse del piccolo credito
Il Consiglio degli Stati ha scartato l'idea del limite massimo del 15 per cento, introdotto dal Nazionale. Analogamente ad altri paesi europei, anche in Svizzera il tasso di interesse massimo per il credito al consumo non deve essere fissato nella legge.
Per 23 voti contro 16, il Consiglio degli Stati ha smentito la propria commissione, optando per una soluzione più flessibile. Ritornando alla soluzione proposta inizialmente dal Consiglio federale, i senatori hanno deciso che il compito di fissare questo limite spetta al governo a livello di ordinanza, strumento modificabile più rapidamente e, di regola, senza passare per l’approvazione del parlamento.
Per i socialisti e parte dei democristiani, la nuova legge federale, che mira a unificare le diverse legislazioni cantonali, avrebbe invece dovuto stabilire un tasso d’interesse massimo del 15 per cento, per garantire una maggiore protezione dei consumatori.
Questo limite, già previsto da molti cantoni, ha lo scopo di evitare il rischio di una spirale dei debiti, che alla fine andrebbe comunque a pesare soprattutto sulle finanze pubbliche sotto forma di aiuti sociali. È quanto sottolineato dal senatore PPD Eugen David, che nel 1999, in veste di consigliere nazionale, era riuscito a far passare alla Camera bassa l’argine del 15 per cento, tasso che il Consiglio federale ha detto di volere prendere come riferimento.
Il Tribunale federale ha comunque già stabilito che, con un tasso superiore al 18 per cento, il prestito si trasforma in usura. La maggioranza di centrodestra ha ritenuto le diverse norme procedurali in difesa del consumatore, previste dalla legge, già sufficienti per evitare eccessi e ha giudicato inopportuno legare troppo le mani ad un settore che garantisce molti posti di lavoro.
La legge deve inoltre poter assicurare la giusta flessibilità nel caso in cui il livello generale degli interessi svizzeri dovesse superare il 10 per cento, come nell’Unione europea, ha sottolineato il PPD Bruno Frick.
Approvata per 30 voti contro 3, la legge ritorna ora al Nazionale che, dal canto suo, un anno fa l’aveva adottata con un grande numero di astensioni da parte della sinistra e di alcuni deputati progressisti di PLR e PPD.
Il testo, che riguarda i crediti al consumo tra i 500 e gli 80mila franchi e si applica anche ai contratti leasing e alle carte di credito, prevede quale principale novità l’esame di solvibilità del debitore da parte del creditore. In base a questo criterio, un credito potrà essere concesso se chi lo contrae è in grado di rimborsarlo entro 36 mesi, senza dover ridurre le spese vitali.
Luca Hoderas
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.