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Swiss Air Lines: reazioni degli aeroporti, dei sindacati e degli azionisti

Keystone Archive

La notizia della fusione tra Swissair e Crossair, anche se in parte attesa viste le difficoltà riscontrate dai due gruppi, non ha certo lasciato indifferenti i principali attori del settore. Che hanno tuttavia espresso reazioni piuttosto discordanti. In generale però l'operazione è definata necessaria da tutti.

Misura necessaria da tempo

Per il Sindacato dei servizi pubblici (VPOD), la fusione delle attività aeree del gruppo Swissair era inevitabile. La direzione «fa quello che noi già da tempo avevamo detto che era necessario», ha dichiarato alla radio svizzera tedesca DRS Daniel Vischer della sezione Trasporto aereo della VPOD.

A suo giudizio, questa soluzione avrà un influsso positivo sul risanamento finanziario del gruppo. Secondo Vischer, si dovrà riesaminare l’insieme della struttura Swissair/Crossair. Il rappresentante della VPOD teme che purtroppo i salari dei piloti Swissair, finora nettamente superiori a quelli dei loro colleghi della Crossair, non potranno più essere un tabù.

swissinfo e agenzie

La reazione dei piccoli azionisti

L’Associazione in difesa dei piccoli azionisti di Swissair è «felice» dello snellimento delle strutture operato nell’ambito della fusione della compagnia con la Crossair. L’organizzazione presieduta dall’avvocato Hans-Jacob Heitz afferma inoltre di avere fiducia nel nuovo capo delle attività aeree André Dosé.

«Determinante per la sopravvivenza di Swissair Group», secondo l’associazione è inoltre il fatto che il gruppo di lavoro incaricato della ricapitalizzazione, diretto dall’ex consigliere nazionale Ulrich Bremi, «possa risanare il bilancio e finanziare l’avvenire» della compagnia. La responsabilità di raggiungere tale obiettivo incombe all’economia privata, ossia alle banche e ai «responsabili del managemente errato», prosegue il comunicato. Per l’associazione, il sostegno finanziario della Confederazione dev’essere «sussidiario».

Nessuna sorpresa a Ginevra

L’Aeroporto internazionale di Ginevra (AIG) non si è detto sorpreso. «La fusione è stata evocata a più riprese e nella attuale situazione non è forzatamente negativa», ha dichiarato all’ats il portavoce di AIG Philippe Roy.

Da diversi mesi a Cointrin è già in atto la riorganizzazione. «La Crossair ha ripreso la maggior parte dei voli europei, ad eccezione di Parigi, Mosca, Londra e Zurigo che sono ancora effettuati da Swissair», ha ricordato Roy.

Quanto ai tagli occupazionali presso Gate Gourmet, non dovrebbero riguardare Ginevra poiché la riduzione dei collegamenti a lungo raggio concerne innanzitutto Kloten.

Blocco degli investimenti a Zurigo

Anche l’aeroporto di Kloten risente delle difficoltà in cui versa Swissair: come prima reazione i responsabili dello «Unique Airport» hanno reso noto un blocco degli investimenti e delle assunzioni.

Il blocco era già stato deciso una settimana fa come conseguenza dei tragici avvenimenti negli Usa, ha indicato all’ats il direttore di «Unique Airport» Josef Felder. Ulteriori decisioni su possibili tagli del personale o licenziamenti dipenderanno dall’evoluzione di Swissair.

Secondo Felber, la decisione annunciata lunedì da Swissair di ridurre i collegamenti intercontinentali del 25% «non avrà conseguenze drammatiche»: la misura interesserà infatti soltanto fra i 6 e gli 8 voli che ogni giorno decollano o atterrano a Zurigo.

In relazione al nuovo piano di ristrutturazione annunciato da Swissair, il direttore di «Unique Airport» prevede anche per l’aeroporto «un periodo di ristrettezze che potrà durare due o tre anni».

Stupore a Basilea-Mulhouse

A Basilea-Mulhouse ci si aspettava una ristrutturazione in seno a Swissair Group, ma non nell’immediato.

L’EuroAirport auspica che i provvedimenti adottati dal gruppo vadano nella buona direzione, ha dichiarato all’ats il portavoce Andreas Hatt. L’aeroporto di Basilea-Mulhouse è la sede della Crossair, ma non ha nessun volo Swissair.

Per il momento, la direzione non è in grado di pronunciarsi su eventuali conseguenze che la fusione potrebbe avere per l’aeroporto. I particolari del piano di ristrutturazione infatti non sono ancora noti, sottolinea il portavoce.

L’operazione non rimette comunque in discussione l’ampliamento dell’EuroAirport, puntualizza Hatt. La prima fase dell’estensione, che porterà la capacità dell’aeroporto da 1,8 a 3,8 milioni di passeggeri all’anno, è quasi conclusa. La seconda sarà realizzata fra il 2005 e il 2007 e la capacità crescerà così a 5 milioni di passeggeri all’anno.

swissinfo e agenzie

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