Swiss Re: 2 miliardi di franchi per gli attentati
Gli attentati terroristici dell'11 settembre negli Stati Uniti incideranno più del previsto sui risultati di Swiss Re: invece di 1,2 miliardi di franchi previsti inizialmente, il gruppo svizzero dovrà sborsare almeno 2 miliardi di franchi per coprire i più ingenti danni sopportati finora dalle compagnie di riassicurazioni.
Secondo quanto comunicato dalla direzione di Zurigo, l’utile netto di Swiss Re subirà quest’anno un taglio di due miliardi di franchi, una somma equivalente ai due terzi dell’utile realizzato nel 2000. L’attacco agli Usa «influirà negativamente» anche sul risultato per azione, avverte la seconda compagnia mondiale di riassicurazioni.
Per controbilanciare il peso dei danni dei recenti tragici eventi, il gruppo dispone di riserve stagionali per circa due miliardi e mezzo di franchi. Un ricorso a questi fondi non è comunque previsto per il risarcimento diretto dei sinistri: si dovrà ora decidere se ed in quale misura essi dovranno essere impegnati nella copertura dei danni.
Danni colossali
In una prima valutazione, Swiss Re aveva anticipato che gli attentati terroristici sarebbero costati al gruppo 1,2 miliardi di franchi, una somma equivalente ai risarcimenti per gli uragani Lothar e Martin. Nel frattempo questa stima è stata rivista al rialzo: altri grattacieli situati nelle immediate vicinanze del World Trade Center (WTC) di New York sono stati completamente distrutti, spiega Swiss Re.
I danni complessivi dovrebbero essere fra i più ingenti nella storia della riassicurazione. Il gruppo elvetico figura infatti fra i più importanti riassicuratori delle torri gemelle. La sua quota per il solo WTC ammonta infatti a circa 750 milioni di franchi.
Swiss Re ha peraltro annunciato la sua piena collaborazione con le autorità borsistiche, preposte al controllo del regolare svolgimento delle operazioni in Borsa, nelle inchieste sulle presunte compravendite speculative dei titoli del gruppo, prima e dopo gli attentati contro gli Usa.
swissinfo e agenzie
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