Swissair: “cercheremo i colpevoli del disastro”
In un'intervista il presidente della Confederazione fa il punto su Swissair. Niente piano sociale con fondi pubblici e "piena luce" sulle responsabilità.
Mentre si affievoliscono sempre di più le speranze di un piano sociale per le 4500 persone licenziate dal Gruppo Swissair, il presidente della Confederzione Moritz Leuenberger ricorda che «non spetta allo Stato finanzare i piani sociali»: infatti Berna svolge già il suo ruolo con l’assicurazione contro la disoccupazione.
La realtà delle cifre è impietosa. Le banche sono disposte a concedere dei crediti di transizione solo in presenza di attivi. La procedura di moratoria concordataria prevede un regolamento impresa per impresa e non la messa in comune degli attivi di tutte le società coinvolte.
“Berna non intende passare alla cassa”, aveva già comunicato venerdì a Berna il capo della task force «Swissair Personal» Jean-Luc Nordmann: ciò sarebbe ingiusto nei confronti di tutte le persone toccate dalla fine di Swissair, come i fornitori. La Confederazione ha già effettuato pagamenti complementari per le persone licenziate a novembre e dicembre.
«È duro da dire, ma queste aziende hanno proposto piani generosi che non hanno potuto mantenere», ha spiegato il consigliere federale Leuenberger in un’intervista pubblicata sabato da diversi quotidiani svizzeri. Leuenberger ha poi aggiunto che, senza essere cinico, bisogna ricordare che altre società in fallimento vorrebbero sicuramente poter offrire condizioni di partenza favorevoli ai propri dipendenti, i quali possono disporre solo delle indennità di disoccupazione.
L’impegno della Confederazione
In merito ai due miliardi di franchi di aiuto dati dalla Confederazione a Swissair, il ministro dei trasporti spiega che il gruppo e le aziende collegate sono un gigante la cui scomparsa pura e semplice non avrebbe riguardato solo la regione di Zurgo ma tutta la Svizzera.
La decisione di un intervento dello Stato non è stata facile, ha rilevato Leuenberger: «Fra i due mali abbiamo scelto quello che ci sembrava meno grave. Se non avessimo fatto nulla sarebbero spariti circa quattro volte più posti di lavoro». Inoltre migliaia di licenziati non avrebbero più potuto pagare le tasse e le entrate dello Stato sarebbero diminuite di «una somma considerevole».
Priorità per l’inchiesta
Il presidente della Confederazione vuole comunque chiarire le cause del tracollo del gruppo aereo: «Il Consiglio federale è determinato a far piena luce sulle responsabilità degli amministratori».
Riguardo al futuro della nuova Crossair, Leuenberger ritiene che «lo sviluppo attuale del traffico aero non consente di creare una compagnia aerea svizzera che sia redditizia e completamente indipendente. Lo scopo è di entrare in un’alleanza, ma ciò sarà possibile solo le compagnia sarà forte».
swissinfo e agenzie
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