Ticino e Lombardia vogliono raccogliere la sfida per trasferire le merci su rotaia
Il Ticino vuole essere un ponte fra il nord e il sud Europa. Un ruolo che anche Milano appoggia fortemente per accedere ai mercati del nord. Una volontà comune ribadita mercoledì in occasione della storica trasferta dei parlamentari svizzeri a Milano. Ma per raccogliere questa sfida ci vogliono misure d'accompagnamento, per evitare che il Ticino diventi un semplice corridoio di transito rumoroso e inquinato.
Il Ticino, con la sua area densamente popolata attorno a Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio-Chiasso si inserisce nel tessuto urbano lombardo, una regione con circa 9 milioni di abitanti. La Lombardia è oggi, dal profilo economico, una delle più avanzate d’Europa. Le infrastrutture di trasporto costituiscono un presupposto determinante per garantire lo sviluppo e l’integrazione economica.
Prima di partire alla volta di Milano, la presidente del governo ticinese Marina Masoni ha ricordato ai parlamentari riuniti al Palazzo dei congressi di Lugano come il Ticino si trovi sull’asse ideale che collega la Lombardia, regione altamente produttiva, e Zurigo, la regione più ricca e industrializzata della Svizzera.
“Il Ticino, ha detto la Masoni, non può e non vuole sottrarsi a questo ruolo. Ma per evitare che la nostra regione diventi un semplice corridoio di transito, un collegamento ferroviario ad alta velocità, con una linea di pianura grazie al traforo del Gottardo e del Monte Ceneri è indispensabile.” La ferrovia non potrebbe in alcun caso esser sostituita da una via stradale, a causa dell’esiguità del territorio ticinese e dell’inquinamento insopportabile che ne deriverebbe.
L’autostrada che attraversa il cantone è ormai prossima al collasso, il tracciato ferroviario risale al 19esimo secolo e l’aeroporto di Lugano-Agno, oltre a non offrire grandi capacità di ampliamento, non può essere preso in considerazione per il trasporto delle merci.
La ferrovia si presenta dunque come la soluzione d’avvenire per il Ticino, che, secondo Marina Masoni, ambisce a diventare una regione altamente specializzata nei settori a monte o a valle della produzione di beni e servizi, come la concezione di nuovi prodotti e servizi o l’assemblaggio. Per le autorità ticinesi, Alptransit deve continuare fino a Milano e non fermarsi a nord di Lugano, come si prevede oggi.
Se il tracciato di Alptransit è acquisito per quanto riguarda la galleria principale sotto il massiccio del Gottardo, bisogna sapere che la realizzazione della galleria sotto il Monte Ceneri è prevista soltanto una volta terminata quella del Gottardo. Il governo ticinese si batte ora per anticipare questi lavori e per la costruzione di un nuovo tracciato per aggirare il centro di Bellinzona.
Un altro nodo vitale logistico-ferroviario si trova a Chiasso, che con Como dovrebbe realizzare un progetto di stazione unica a cavallo fra Svizzera e Italia. I parlamentari hanno potuto visitare gli impianti di smistamento della stazione di Chiasso, dove erano presenti anche i sindaci delle due località. “Como, ha detto il sindaco Alberto Botta, è una città anemica che ha bisogno di una cura di ferrovia.”
La ferrovia sembra dunque essere la medicina miracolosa per l’integrazione e lo sviluppo di una regione vitale per entrambi i paesi. D’altro canto, però, la ferrovia è sottoposta già oggi a una fortissima concorrenza da parte della strada per quanto riguarda i prezzi e il transito di autocarri lungo l’asse stradale nord/sud è in forte crescita. Un’evoluzione che fa della regione fra Lugano e Chiasso una delle più inquinate della Svizzera. La decina di dimostranti che attendevano i parlamentari alla stazione di Chiasso hanno ricordato che il tempo stringe e soltanto una forte volontà politica permetterà di soddisfare un’esigenza vitale per tutta la regione: il trasferimento delle merci in transito dalla gomma alla rotaia.
Mariano Masserini, Lugano
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