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Traffico merci su rotaia via Bellinzona-Luino-Novara

I ritardi sul versante italiano pregiudicano la concorrenzialità dell'autostrada viaggiante via Lötschberg-Sempione Keystone

È la variante preferita dall'Italia per una linea ferroviaria potenziata, su cui verrebbe deviato parte del traffico merci che attraversa la Svizzera.

La scelta del percorso è stata annunciata martedì a Berna dal consigliere federale Moritz Leuenberger, che ha presentato alla stampa il suo omologo italiano Pietro Lunardi, ministro dei trasporti del governo Berlusconi.

Lunardi ha confermato i contenuti di un incontro svoltosi nel febbraio scorso a Milano tra lo stesso Leueberger e l’allora ministro dei trasporti Pierluigi Bersani. Stando al progetto italiano del mese di febbraio, al più tardi entro il 2010 una parte delle merci in transito dovrebbe giungere nella Penisola passando da Bellinzona per Novara – via Luino – e finendo poi a Genova. Milano non verrebbe toccata. I passeggeri, invece, dovrebbero viaggiare lungo la direttrice Lugano-Como-Milano.

La posizione svizzera non collima perfettamente con quella italiana, visto che privilegia lo sbocco a sud per merci e passeggeri: ciò spiega anche la priorità data alla nuova galleria del Monte Ceneri, ribadita dallo stesso Leuenberger lo scorso 3 novembre in un incontro con i parlamentari ticinesi a Berna e le autorità del canton Ticino. Queste chiedevano l’entrata in vigore della nuova galleria di base al Ceneri – inizio lavori 2006 – nel 2013, quando dovrebbe essere aperta anche quella del San Gottardo.

In Italia le merci viaggiano su gomma

Lunardi ha inoltre ribadito l’interesse di Roma per il rafforzamento delle reti d’accesso ai grandi assi ferroviari – San Gottardo e Lötschberg – e per un futuro trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Il ministro dei trasporti italiano ha d’altronde affermato che entro il 2006 e il 2012 – date alle quali sia la galleria di base del Lötschberhg sia quella del San Gottardo dovranno essere terminate – anche da parte italiana tutto sarà pronto. Lunardi ha tuttavia gettato acqua sul fuoco di facili entusiasmi, ricordando come in Italia il traffico su merci si svolga attualmente quasi tutto su gomma e che ci vorrà quindi del tempo prima di invertire questa tendenza.

A questo proposito, il ministro dei trasporti Leuenberger ha rilasciato un’intervista esclusiva al «Giornale del Popolo», nella quale il Presidente della Confederazione si lamenta, tra l’altro, dei ritardi da parte italiana nei lavori di adattamento della rete ferroviaria a ridosso della frontiera svizzera. Questi ritardi, ha affermato, nuocciono alla concorrenzialità dell’autostrada viaggiante (treno + camion) inaugurata questa estate lungo il Lötschberg. Lunardi ha anche affermato che i lavori di allargamento delle gallerie del Sempione proseguono: le volte saranno alte 4,20 metri, come prevedono le norme di Bruxelles.

Un ritardo di vent’anni

Il ministro italiano ha ammesso che l’Italia ha accumulato, nella politica dei trasporti, un ritardo di almeno vent’anni rispetto ad altri paesi e che sovente la parole hanno prevalso sui fatti. La rete ferroviaria italiana, ha aggiunto, necessita di importanti investimenti. Tuttavia, Lunardi ha sottolineato che il suo paese conferisce contemporaneamente grande importanza al completamento della rete stradale. Nell’attesa che i lavori per il potenziamento delle ferrovie vengano terminati, «è quindi necessario correre ai ripari completando la rete autostradale italiana oramai al collasso.»

Passando dal traffico ferroviario a quello aereo, Lunardi ha detto di trovare significativo l’intervento della Confederazione elvetica nel lancio di una nuova compagnia aerea. Egli ha ricordato le difficoltà nelle quali versa l’Alitalia, difficoltà acuitesi dopo gli attentati dell’11 settembre e che hanno reso necessario una ricapitalizzazione senza la quale la compagnia di bandiera italiana, seppur in miglior salute di Swissair, rischiava il fallimento.

Circa le preoccupazioni di Bruxelles per questi interventi statali, Lunardi ha detto che il problema riguarda parecchie compagnie europee e che molti paesi saranno chiamati ad interventi analoghi a favore dei vettori nazionali. Bruxelles dovrà tenerne conto.

swissinfo e agenzie

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