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Turismo: nuovi investitori per gli alberghi di lusso elvetici

L'hotel di lusso Richemond, a Ginevra Keystone

Dare nuova vita alla grande tradizione alberghiera elvetica. Questa l'ambizione del gruppo lussemburghese Richemond Hotels Holding, che negli ultimi mesi ha rilevato in Svizzera otto rinomati alberghi di lusso.

Obiettivo finanziario: raddoppiare entro cinque anni il loro giro d’affari.

«I dieci investitori che si sono uniti nella Richemond Holding, lo hanno fatto soprattutto per motivi personali; si tratta di creare una prestigioso conglomerato di hotel 5 stelle», ha spiegato in una conferenza stampa a Zurigo il presidente del gruppo Christopher Descours.

La maggioranza del capitale della società è detenuta dalla famiglia Descours, attiva attraverso la Holding «Européenne Participations Industrielles» (EPI) nel commercio di articoli di lusso, scarpe e vestiti.

E gli altri investitori? Il 26enne presidente ha parlato di industriali francesi, belgi e svizzeri. Nomi? Solo due, quelli di Bernard Blass, presidente delle installazioni sportive Sofival in Val d’Isère e la famiglia Verspieren, proprietaria del gruppo elettronico Legrand.

Gli altri sette investitori vogliono invece rimanere anonimi. Vero è che nessuno di loro è attivo nel settore alberghiero, ma secondo Descours la sua personale attività nel settore degli articoli di lusso rappresenta un’esperienza analoga.

Mistero anche per quanto riguarda il prezzo degli hotel acquistati: con gli ex proprietari è stato concordato di tenere segreto l’ammontare delle transazioni, ha detto Decours. Le aquisizioni, effettuate attraverrso l’istituto privato ginevrino Banque de Patrimoines Privés (BPG) erano iniziate alla fine di marzo: nella borsa della spesa era finito l’albergo di lusso ginevrino «Richemond».

Poco dopo si sono aggiunti il 5-stelle basilese «Drei Könige», lo «Schweizerhof» a Berna, il complesso di tre hotel del Bürgenstock sul Lago dei quattro cantoni e il losannese «Royal- Savoy». Ultimo colpo, l’acquisto a Zurigo, alla fine di giugno, dell’»Arabella Sheraton Atlantis Hotel». Per il momento non si prevedono nuove operazioni, ha detto il presidente della BGP François Rouge.

Tutti e otto gli stabilimenti l’anno scorso erano in difficoltà. Hanno realizzato insieme un fatturato di solo 75 milioni di franchi, una cifra che i nuovi investitori sono fortemente intenzionati a raddoppiare nei prossimi cinque anni. Già per l’anno in corso si prevede di raggiungere un giro d’affari di 90 milioni di franchi.

Ma per tornare ai fasti della tradizione alberghiera svizzera, Richemond prevede innanzitutto di investire più di 100 milioni di franchi. Attualmente i mezzi propri sono di 75,5 milioni, da aumentare a 100 milioni prossimamente. Dopo una fase di ristrutturazione gli alberghi dovrebbero disporre di 930 camere. I dipendenti dovrebbero aumentare da 1000 a 1200.

Il gruppo è fiducioso di migliorare la redditività grazie allo sfruttamento di sinergie, ad esempio nel settore del marketing, degli acquisti e dell’amministrazione. Ciò nonostante non si prevede di creare un’unica catena alberghiera.

«Per noi è estremamente importante preservare le particolarità locali», ha detto Bruno de Preux, nuovo presidente del consiglio di amministrazione di tutti e otto gli alberghi. Proprio per questo nei CdA sono rappresentate in gran parte personalità locali, ha aggiunto.

swissinfo e agenzie

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