UBS: rimandato lo spin off di “private equity”
L'UBS rimanda il progetto di rendere autonoma UBS Capital, unità attiva nelle partecipazioni in società non quotate in Borsa. Il colosso bancario adduce condizioni di mercato difficili. Nello stesso tempo, Pierre de Weck, direttore operativo di UBS Capital, annuncia le proprie dimissioni dalla banca.
In una nota diramata mercoledì, l’UBS rileva che de Weck parte a fine luglio «di comune accordo», per «dedicarsi ad altri compiti». Prossimamente sarà designata un’equipe dirigenziale ad interim. Pierre de Weck era entrato nell’UBS nel 1985 e dal 1994 faceva parte della direzione generale.
UBS Capital ha subito una perdita di 282 milioni di franchi nel primo trimestre 2001, contro un utile pretasse di 56 milioni di franchi nel quarto trimestre 2000. Il comparto prevede però una performance migliore per l’intero anno, ha indicato la portavoce Monika Dunant.
La partenza di de Weck è messa in relazione alla riorganizzazione di UBS Capital. La grande banca vuole estendere le prestazioni di tale unità comprendendo offerte di terzi. L’UBS non esclude però di dare in futuro maggiore autonomia ai suoi affari di «private equity», ossia gli investimenti in aziende non quotate in Borsa. Nella situazione attuale, la banca vuole dare però priorità al miglioramento del portafoglio esistente.
UBS Capital continua a far parte di UBS Warburg. La società di «private equity» ha un portafoglio che al 31 marzo aveva un valore contabile di 5,7 miliardi di franchi.
L’UBS aveva previsto di cedere al management l’80 per cento della gestione delle attività di «private equity», ma di conservare il patrimonio dell’unità.
swissinfo e agenzie
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