Un accordo indispensabile per mantenere un buon livello nella ricerca
La ministra Ruth Dreifuss e il premio Nobel Rolf Zinkernagel si schierano decisi in favore dell'accordo sulla cooperazione scientifica con l'Ue. La Svizzera deve poter partecipare integralmente ai programmi di ricerca europei.
Se il pacchetto di 7 accordi bilaterali con l’Unione europea in votazione il prossimo 21 maggio riveste un’importanza eminentemente economica per la Svizzera, quello relativo alla cooperazione scientifica illustra bene la posta in gioco. “La ricerca orientata verso lo sviluppo tecnologico e l’innovazione è ormai decisiva per il successo economico, e ciò vale in particolare per la Svizzera che vive sempre più su prodotti e servizi innovativi frutto di sforzi nella ricerca”, ha rilevato la consigliera federale Ruth Dreifuss.
La soluzione negoziata con Bruxelles in quest’ambito consentirà ai ricercatori svizzeri di partecipare a pieno diritto al 5. programma-quadro dell’Unione europea. In particolare, essi potranno avere accesso a tutti i programmi, alle informazioni e ai risultati, mettendo fine alle restrizioni attuali, che permettono loro soltanto una partecipazione a singole iniziative scientifiche.
I rappresentanti elvetici otterranno inoltre il diritto di lanciare e dirigere progetti, come pure di sedere nei comitati consultivi che definiscono l’orientamento strategico e sui contenuti dei programmi. “Senza la piena partecipazione a questi programmi-quadro noi svizzeri non potremo mantenere a lungo il nostro alto livello nella ricerca”, ha osservato il professor Rolf Zinkernagel, premio Nobel per la medicina e direttore dell’Istituto per immunologia sperimentale all’università di Zurigo.
La formazione e la ricerca costituirebbero infatti il migliore investimento nel futuro. Un investimento che risulterà pagante anche per l’economia, ha assicurato il presidente della commissione di ricerca dell’industria delle macchine, settore che rappresenta il 44 percento delle esportazioni svizzere. La cooperazione nella ricerca in un sistema di reti sarebbe diventata ormai una realtà in ambito nazionale e internazionale, sia con i clienti e i fornitori ma anche con i concorrenti.
Il 5. programma-quadro comunitario, che scadrà nel 2002, vanta un budget globale pari a 24 miliardi di franchi, al quale la Svizzera contribuirà con rate annuali di 200 milioni. Una cifra che fa storcere il naso a qualcuno, considerato il fatto che la scadenza del programma è prossima.
Agli occhi dei partner europei, la partecipazione della Svizzera verrà però percepita come un importante gesto di solidarietà da non sottovalutare in vista del 6. programma-quadro dell’UE, ha fatto notare Ruth Dreifuss. In ogni caso, se i “bilaterali” fallissero, la Svizzera sarebbe costretta a negoziare un nuovo statuto particolare, con condizioni di partecipazione ancor più restrittive di quelle attuali.
Luca Hoderas
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