La struttura si trova nella zona dell'arsenale, nel centro di Zurigo.
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Tutti possono portare i vecchi apparecchi elettronici. C'è una sola regola da rispettare: qui si riprende tutto ciò che ha un cavo.
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Un partecipante rimuove un circuito stampato.
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Quest'uomo sta smontando una tastiera. I tasti possono essere impiegati ad esempio per realizzare ornamenti.
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I singoli componenti sono separati meticolosamente.
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Qui vengono raccolte grosse quantità di rifiuti.
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Il materiale che non può essere trasformato viene consegnato all'azienda Ruag Environment SA.
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Il team di accompagnatori discute delle regole per garantire la sicurezza sul posto di lavoro.
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Due volte al giorno, mattino e pomeriggio, i compiti vengono suddivisi nel locale comune.
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Nell'atelier per il riciclaggio ci vogliono talento e abilità.
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Con le mappe che presentano errori di stampa si possono realizzare delle borse.
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La carta delle mappe si presta bene siccome è resistente.
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Sulle borse finite viene apposto un marchio.
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Questo partecipante sta tagliando una lastra di plastica.
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Le vecchie copertine dei dischi diventano delle scatole.
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La copertina e il retro delle future agendine ricavate dai dischi in vinile devono combaciare.
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Il prodotto finale.
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I prodotti riciclati possono essere acquistati direttamente sul posto.
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Qui si possono trovare numerosi oggetti creativi, dai vasi da fiore fatti con le lampadine agli orologi ricavati da dischi in vinile.
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L’anno scorso, nel canton Zurigo, 6'300 giorni di detenzione sono stati scontati non dietro alle sbarre, ma eseguendo un lavoro socialmente utile. Grazie alla Fondazione per l’assistenza a carcerati ed ex carcerati, le persone hanno la possibilità di lavorare in una struttura diurna invece di pagare una multa o di scontare una pena inferiore a 180 giorni.
Dal 1997, qui si possono scontare pene detentive e pecuniarie con lavori di pubblica utilità e ottenere un sostegno in vista di un reinserimento nel mercato del lavoro.
Nella struttura c’è un centro di raccolta di rifiuti elettronici, a cui si rivolgono anche le grandi aziende. Al pianterreno si smontano i vecchi apparecchi e si recuperano le materie prime di valore quali il rame e altri metalli. Queste vengono poi portate altrove e riutilizzate in nuovi prodotti.
«Il lavoro di pubblica utilità è meno costoso della prigione. E comporta un valore aggiunto», afferma il responsabile della struttura Hape Ottlik. Dal canto loro, i partecipanti al programma ottengono un aiuto per reintegrarsi nel mondo del lavoro e nella società.
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