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Un “centesimo urbano” per lo sviluppo dei trasporti pubblici

Per il consigliere federale Pascal Chouchepin (a destra, insieme al consigliere agli stati Peter Bieri), anche nei trasporti dev'esserci una concorrenza corretta Keystone

Lo propone la LITRA, il servizio d'informazione per i trasporti pubblici. La sovrattassa sui carburanti servirebbe soprattutto allo sviluppo dei trasporti pubblici nei grandi agglomerati.

La proposta è stata fatta giovedì a Berna dal consigliere agli Stati Peter Bieri (PPD/ZG), nell’ambito della 64esima assemblea della LITRA, di cui è presidente. Ci sono piani per decongestionare il traffico, ha detto, ma giacciono nei cassetti.

Secondo Bieri, per sviluppare in maniera mirata i trasporti urbani, ci vorrebbe un investimento, a corto e medio termine, di 2-2,5 miliardi di franchi. Una somma modesta, se paragonata ai 30 miliardi destinati ai grandi progetti di trasporti, quali le trasversali ferroviarie alpine.

Per il presidente della LITRA un centesimo sui carburanti frutterebbe 68 milioni di franchi; con cinque centesimi – una metà al traffico stradale individuale e l’altra ai trasporti pubblici – si otterrebbero 340 milioni ogni anno.

Bieri ha anche proposto di destinare allo sviluppo del trasporto urbano la somma di 1,5 miliardi di franchi, risparmiata nella prima tappa di Ferrovia 2000, e ha sollecitato il risanamento delle aziende di trasporto concessionarie, sull’esempio delle FFS, oltre ad una maggiore trasparenza dei costi.

All’assemblea è stato inviato anche il consigliere federale e capo del dipartimento dell’economia Pascal Couchepin, il quale ha sostenuto che «la concorrenza fra trasporti privati e pubblici non deve risultare un gioco senza vinti né vincitori». Gli investimenti della Confederazione, dell’ordine di 30 miliardi, nell’infrastruttura del trasporto pubblico permetteranno che tale concorrenza avvenga ad armi pari.

In Gran Bretagna, per esempio, con la liberalizzazione del traffico ferroviario, il numero dei passeggeri è aumentato del 30 percento e l’offerta si è ampliata, ha sottolineato Couchepin, ricordando che lo scorso anno il Consiglio federale ha posto la prima pietra della liberalizzazione.

swissinfo e agenzie

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