Un visita tra economia e politica
Il ministro dell'economia Pascal Couchepin visita l'Iran per due giorni alla testa di una delegazione di rappresentanti dell'economia svizzera, Per il consigliere federale, la più alta autorità elvetica recatasi a Teheran negli ultimi dieci anni, l'importanza del viaggio è indubbia.
Un mercato seducente ma difficile
I rapresentanti dell’economia che accompagnano Couchepin hanno messo in rilievo che l’Iran, con i suoi 70 milioni di abitanti, è un mercato assai interessante. Tanto più che oltre il 70% della popolazione ha meno di 35 anni.
Tra le società presenti, la Nestlé, la Société générale de surveillance (SGS) – presente in Iran da anni – l’ABB, Credit Suisse Group, Swissair, la Fondazioen Beyeler e Novartis.
L’interesse delle aziende svizzere non deve però nascondere il fatto che quello iraniano è un mercato particolarmente difficile. La Nestlé ad esempio ha dovuto negoziare durante due anni e mezzo prima di ottenere l’autorizzazione ad operare nel paese. “Ma ne vale la pena – ha spiegato il rappresentante della Nestlé Stuart Young – perché il consumatore iraniano ama la qualità e la produzione locale è poco differenziata.”
Tasse e capitali stranieri
I rappresentanti delle imprese svizzere presenti a Teheran si sono lamentate soprattutto del sistema di tassazione svantaggioso. Inoltre hanno chiesto un’evoluzione del sistema bancario, per ottenere prestiti presso le banche locali per la realizzazione di progetti.
Il governo del presidente Khatami e il parlamento, dominato dai riformatori, hanno iniziato a modificare le leggi sugli investimenti stranieri, Investimenti di cui l’Iran ha urgente bisogno. Il paese deve creare ogni anno quasi un milione di impieghi per i giovani che entrano nel mercato del lavoro. Un obiettivo che il paese non può raggiungere senza capitali stranieri.
Siavosh Ghazi, Teheran
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