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Una preoccupante conferma di un trend a lungo termine

L'incremento del traffico constatato dall'inizio dell'anno non ha niente d'eccezionale ma si inserisce in una tendenza a lungo termine che, in un prossimo futuro, potrebbe rivelarsi insostenibile Keystone

Dall'inizio del 2001 si parla spesso di caos sulle autostrade a causa dell'impennata del traffico pesante. Ma questa impennata si è verificata veramente? I dati lo smentiscono. I tassi di crescita registrati nel 2001 sono in linea con quelli degli ultimi anni. Niente di eccezionale dunque, anche se ora la strategia svizzera in materia di transito sembra in difficoltà: l'asse nord-sud appare vicino al collasso...

Da decenni il traffico sull’asse del Gottardo aumenta costantemente. Dal 1990 al 2000 i camion in transito alla dogana di Chiasso-Brogeda sono più che raddoppiati, avvicinandosi alle 1’300’000 unità. La crescita nel corso del 2000 si è situata attorno al 7 %. E nei primi tre mesi del 2001, si sono raggiunti dei tassi simili. Ad esempio, in gennaio nel tunnel del Gottardo sono transitati giornalmente circa 4900 veicoli con peso superiore a 3.5 tonnellate, in febbraio si sono sfiorate le 5000 unità ed in marzo le 5300. Rispetto allo stesso periodo di 12 mesi fa, siamo da 7 a 9 % al di sopra.

Nessuna rivoluzione, nessun balzo spettacolare dunque. Un incremento “regolare” del traffico che era ampiamente prevedibile. In questo senso chi addossa le responsabilità “dell’invasione di TIR” alla nuova politica dei trasporti della Confederazione sbaglia o lo fa con meri obiettivi partitici.

Abbiamo parlato di “nuova politica dei trasporti”. Ma quali sono le misure principali adottate dalla Confederazione in materia di transito?

Fondamentalmente ogni politica del traffico vuole assicurare la mobilità di merci e persone, pilastro di molti aspetti della nostra epoca. Tale mobilità deve però essere effettiva e sostenibile. I crescenti ingorghi, l’inquinamento atmosferico e quello fonico fissano dei limiti che devono essere rispettati. Inoltre, anche da un punto di vista economico, certe soglie non possono essere varcate: oggi, le perdite di tempo causate dalle colonne costano all’economia svizzera più di 1 miliardo di franchi all’anno.

Per garantire una mobilità efficiente, la Svizzera ha optato per il trasferimento dalla strada alla rotaia del massimo volume possibile di traffico merci in transito attraverso le Alpi. Il 20 febbraio 1994, con l’accettazione popolare dell’iniziativa delle Alpi, questo traguardo è addirittura divenuto un mandato costituzionale. Lo scopo è quello di limitare, entro due anni dall’apertura della galleria di base del Lötschberg (prevista per il 2006/7), il numero di veicoli pesanti in transito sulle autostrade svizzere ad un massimo di 650’000 unità (oggi sono più del doppio!).

Per incitare questo trasferimento, si è messa in atto una profonda riforma delle ferrovie, sia dal punto di vista giuridico che da quello infrastrutturale. L’opera più imponente sono i due tunnel di base di Alptransit (Lötschberg e Gottardo) che entreranno in funzione nel 2006/7 risp. nel 2012. Queste due nuove gallerie (lunghe 34.6 risp. 57 km) dovranno condurre ad una migliore qualità del trasporto ferroviario, rendendolo concorrenziale anche a livello finanziario con quello su gomma.

Ma di fatto, la gran parte del traffico attraverso le Alpi è internazionale. Ed ecco che, senza un accordo con l’Europa, gli obiettivi svizzeri sarebbero ben difficilmente attuabili. In questo senso, all’inizio di quest’anno è entrato in vigore l’accordo bilaterale con l’UE sul traffico terrestre.

Tale accordo è caratterizzato principalmente da due aspetti: da una parte l’apertura immediata della Svizzera ai camion da 34 tonnellate (e a partire dal 2005 a quelli da 40 tonnellate). E dall’altra, per contrastare l’incremento di produttività che ne deriva, l’introduzione di una nuova tassa sul traffico pesante (TTPCP: Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni) che, stando alle intenzioni, dovrebbe introdurre il principio di causalità nel trasporto merci su strada.

La TTPCP aumenterà gradualmente fino al 2005, quando raggiungerà il suo massimo: circa 325 franchi per un transito da Basilea a Chiasso con un camion da 40 tonnellate. Oggi si pagano invece dai 120 ai 170 franchi per lo stesso tragitto, mentre l’anno scorso, quando la tassa non esisteva ancora la tariffa forfetaria prevedeva un prezzo di 50 franchi per varcare il paese.

Questi principi fanno della politica svizzera in materia di transito un pacchetto piuttosto all’avanguardia in ambito europeo. Certo è che effetti sostanziali sulla riduzione del carico autostradale si avranno soltanto a lungo termine, al più presto nel 2005. Se l’incremento del traffico continuasse ai ritmi attuali (attorno al 7 % l’anno), si arriverebbe nel 2004 a dover smaltire 1’700’000 TIR in transito. Troppi, decisamente troppi, per un asse nord-sud che già ora sembra avvicinarsi ai suoi limiti di capacità.

Marzio Pescia

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