Unioni monetarie? Non sono una novità!
Niente di paragonabile alla rivoluzione euro, ma, in passato, ci sono già stati tentativi simili. Alcuni si sono rivelati un successo. Altri decisamente no.
Un sacrificio storico
Tradizione, costume, cultura e storia di ogni singolo paese passano anche attraverso la propria moneta. In questo senso, i 12 paesi di euroland ed i loro cittadini sono chiamati ad un bel sacrificio. Pensiamo ad esempio alla Grecia: la dracma è la sua moneta da 2500 anni. Un ponte che conduceva fino ai tempi antichi sta quindi per cessare di esistere.
“Ritengo che nella transizione il problema più importante sarà psicologico: i nostri vicini perderanno un po’ della loro identità. Bisognerà tener conto di questo aspetto” indica Germain Hennet, membro del comitato esecutivo dell’associazione svizzera dei banchieri. E come metterlo in dubbio?
La più grande
“Il 1. gennaio 2002 inizierà la conversione monetaria più imponente della storia” sottolinea Heinz Hauser, professore di economia internazionale all’Università di San Gallo. In effetti nel giro di poche settimane verranno immessi nel mercato 15 miliardi di banconote (per un valore di 633 miliardi di euro) e 52 miliardi di monete metalliche (valore di 15.7 miliardi di euro). Cifre spaziali, difficili anche solo da concepire.
Alvaro Cencini, professore di economia monetaria all’ateneo di Lugano, aggiunge che “è la prima volta che, dall’oggi al domani, Stati indipendenti, con culture diverse e gradi di sviluppo diversi, sostituiscono le loro valute nazionali con una nuova moneta comune”. Ma non si tratta della prima unificazione monetaria della storia.
Franchi e dollari
Verso la fine del 1700, ad esempio, il Congresso americano decise per l’indipendenza dall’Inghilterra anche dal punto di vista monetario, dando così vita ad una nuova unità monetaria comune a tutti gli Stati dell’Unione: il giovane e promettente dollaro (quanta strada ha fatto da allora!).
Pochi anni dopo, il franco, apparso in Francia nel 1795, si diffonde in Europa sotto l’impulso delle conquiste di Napoleone I. Viene imposto anche alla Svizzera (ironia del destino: ora che la Francia “perde” il suo franco, la Svizzera lo mantiene), a regioni tedesche, al Belgio, al Nord Italia, all’Olanda, al Lussemburgo.
L’unificazione svizzera
Nel 1850, la nuova Confederazione svizzera (reduce dalla stesura della Costituzione del 1848) realizzò la “sua” UEM. Prima di allora ogni Cantone batteva la propria moneta: sul territorio elvetico si potevano contare fino a 700 tipi di mezzi di pagamento.
Una situazione caotica risolta grazie alla decisione di rendere il franco l’unica valuta legale per tutti i Cantoni. Semplificazione che oggi, in condizioni ben diverse, si ripete su scala europea.
Il primo tentativo “europeo”
Pochi anni dopo, si sviluppò un primo esperimento di moneta europea: nel 1863 Napoleone III propose la creazione dell’Unione monetaria latina. Vi parteciparono, oltre alla Francia, la Svizzera, il Belgio, l’Italia, la Grecia, la Bulgaria ed alcuni Stati sudamericani.
Il sistema, in realtà più politico che monetario, tuttavia non brillò e continuò a vivacchiare fino al 1927 quando fu definitivamente sciolto.
Marzio Pescia
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