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Utile in forte calo per il gruppo chimico basilese Clariant

Un chimico al lavoro nella divisione ricerca del gruppo chimico basilese Clariant Keystone Archive

Nel corso del 2000 l'utile del gruppo chimico basilese Clariant è sceso del 14 percento rispetto al 1999, a 505 milioni di franchi. Il risultato di esercizio prima degli ammortamenti del goodwill è invece cresciuto del 12 percento, a 1,135 miliardi. Lo ha reso noto martedì la stessa Clariant, che ha sede a Muttenz nel semi-cantone di Basilea Città.

A causa dei costi più alti della media, Clariant prevede di sopprimere o scorporare 2’300 dei 10’000 posti di lavoro in Germania. Il gruppo ha in organico 31’500 persone a livello mondiale, di cui 1’250 in Svizzera.
Con una eccezione, tutte le divisioni hanno superato le aspettative lo scorso anno, ha rilevato martedì a Basilea Rolf Schweizer, presidente e amministratore delegato di Clariant. Il calo dell’utile consolidato è collegato alle spese sostenute per l’acquisto del produttore chimico inglese BTP.

Il fatturato, già noto, è cresciuto del 16 percento, salendo a 10,583 miliardi di franchi. In valute nazionali, la progressione è stata del 12 percento. I risultati sono stati influenzati negativamente dall’aumento del prezzo delle materie prime, dovuto al rincaro del petrolio.

Reinhard Handte, chief operating officer (COO), non è «assolutamente contento» della divisione «life science & electronic chemicals», nuovo nome del settore della chimica fine: il giro d’affari è progredito del 52 percento, passando a 1,65 miliardi di franchi. Il margine operativo tuttavia è aumentato soltanto del 7,8 percento. I vertici prevedono un miglioramento per quest’anno. Lo stesso vale per gli affari dell’intero gruppo, partiti a velocità modesta nel 2001. Clariant si è data per obiettivo un incremento di due punti percentuali superiore al ritmo di progressione del mercato.

Poca soddisfazione anche per la situazione in Germania, dove lavorano circa 10’000 dipendenti, dopo l’acquisto nel 1997 delle specialità chimiche della Hoechst. Le attività tedesche causano il 45 percento dei costi salariali totali, ma generano solo il 30 percento del fatturato e il 23 percento dell’utile operativo.

Con il programma di ristrutturazione, l’impresa basilese prevede di ridurre i costi di circa 100 milioni di franchi entro il 2002. Entro metà del 2002 saranno soppressi 800 impieghi in 14 unità tedesche. D’altro canto la fabbrica Cassella Offenbach, che occupa 1’500 persone, sarà ceduta a Karl-Gerhard Seifert.
Viste le prospettive favorevoli per il 2001, il consiglio di amministrazione ha proposto di alzare il dividendo da 10 a 11 franchi per azione. Analogamente a molti altri gruppi, Clariant procederà a un frazionamento delle sue azioni in un rapporto da 1 a 10.

swissinfo e agenzie

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