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Utili della BNS da destinare al finanziamento dell’AVS

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Impiegare gli utili non distribuiti della Banca Nazionale a sostegno dell'AVS. Questo l'obiettivo di una nuova iniziativa popolare che intende così garantire le pensioni a lungo termine.

Le proposte riguardanti le nuovi fonti di finanziamento delle pensioni per far fronte ai maggiori costi legati all’evoluzione demografica non fanno certamente difetto. Dopo l’iniziativa sulle riserve auree della BNS dell’UDC e a poche settimane dal dibattito parlamentare sull’11esima revisione dell’AVS, con il Governo che propone un aumento dell’IVA, una nuova variante è stata lanciata martedì da un comitato che riunisce prevalentemente esponenti della sinistra.

“L’iniziativa procura all’AVS ogni anno entrate supplementari per circa 2 miliardi di franchi”, ha dichiarato il consigliere nazionale socialista Rudolf Rechsteiner, presidente del comitato e principale artefice della proposta. Come? Versando l’intero utile netto della BNS all’AVS, fatta salva naturalmente una quota di 1 miliardo destinata ai cantoni. Attualmente la Costituzione obbliga la BNS a versare un terzo dell’utile alla Confederazione e due terzi ai cantoni, una quota quest’ultima che in questi anni si è aggirata intorno al miliardo di franchi.

Grazie al nuovo finanziamento introdotto dall’iniziativa, ha spiegato Rechsteiner, verrebbero garantite le necessarie risorse all’AVS a lungo termine e si potrebbe rinunciare alla riduzione delle prestazioni programmata nel quadro dell’11esima revisione (taglio delle rendite per le vedove, innalzamento dell’età di pensionamento a 65 anni anche per le donne, adeguamento al rincaro delle rendite ogni tre e non più ogni due anni). Una revisione che chiederebbe pesanti sacrifici ai pensionati proprio mentre sull’altro fronte si stanno preparando regali fiscali miliardari alle imprese, ai proprietari di case e alle famiglie benestanti.

L’iniziativa avrebbe inoltre il merito di rinviare di almeno un decennio l’innalzamento dell’IVA. “Questa tassa penalizza soprattutto i redditi medi e bassi, mentre il ricorso agli utili della BNS costituisce la soluzione più sociale”, ha sottolineato l’ex deputato socialista Max Dünki a nome delle associazioni degli anziani del canton Zurigo.

Dal profilo della politica monetaria la nuova soluzione non farebbe correre alcun pericolo all’autonomia finanziaria della banca centrale elvetica. Il livello delle riserve valutarie della BNS supera di 20 miliardi quello fissato dal Consiglio federale, ha ricordato Rechsteiner. A differenza dell’iniziativa sull’oro dell’UDC, l’iniziativa riguarda gli utili e non intacca minimamente le riserve valutarie.

I promotori intendono raccogliere le 100mila firme necessarie in tempi più brevi rispetto ai 18 mesi concessi. Per avere successo il comitato, composto più che altro da vecchie glorie socialiste (molti ex deputati ed un ex consigliere federale) dovrà sperare in un maggiore impegno da parte del Partito socialista che per il momento non sostiene ufficialmente la proposta.

Ma la nuova iniziativa rischia di essere sottoposta al voto popolare troppo tardi, quando cioè le decisioni nel quadro dell’11esima revisione saranno già definitive. E forse anche di essere comunque vista come una reazione tardiva all’iniziativa dell’UDC.

Luca Hoderas

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