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Vendita all’asta dell’aresenale di Dino Bellasi

L'ufficiale giudiziario, incaricato dell'asta dei beni dell'ex contabile dei servizi d'informazione dell'esercito Dino Bellasi, mostra una parte delle armi all'incanto Keystone

Singolare vendita all'asta, sabato all'arsenale cantonale di Berna. All'incanto otre 200 armi di vario genere, preziosi tappetti orientali, orologi di lusso e quadri di Dino Bellasi Gli organizzatori prevedono un ricavo di un milione e mezzo.

Il ricavo della vendita all’asta permetterà di rimborsare una parte degli 8,8 milioni di franchi sottratti alla Confederazione e che, si presume, siano stati trasferiti illegalmente dall’ex contabile dei servizi d’informazione dell’esercito.

Le armi all’asta sono quelle con le quali Dino Bellasi voleva equipaggiare il suo presunto esercito segreto. La collezione di Bellasi comprende oltre 200 pezzi ed è stimata a 1,5 milioni di franchi. Il banditore incaricato dalla Confederazione, Werner Kessler, ritiene che tutto sarà venduto.

Nel catalogo, diffuso su Internet, figurano le armi più svariate: pezzi storici della fanteria svizzera del 1889, Kalaschnikov, pistole automatiche e revolver di ogni tipo. Oltre ai fucili e alle pistole, nella collezione figurano anche coltelli e pugnali di ogni genere, para orecchi, occhiali di protezione, apparecchi per l’osservazione notturna.

All’asta finiranno anche oggetti meno militari, come un assortimento di dodici pipe in un cofanetto di legno prezioso, tappeti orientali, dipinti e orologi di valore. Nel catalogo sono presentati anche numerosi gioielli e liquori di lusso, ma non è ancora certo che saranno messi in vendita poiché per questi oggetti è ancora in corso un procedimento giudiziario.

swissinfo e agenzie

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