Vertice sociale ONU a Ginevra: le ONG svizzere chiedono una svolta politico-ecomomica
A due settimane dal summit i rappresentanti dei sindacati e delle Organizzazioni non governative (ONG) rimproverano al governo di non aver ancora presentato un piano d’azione nazionale ed internazionale per mitigare certi effetti della globalizzazione.
La conferenza, che si terrà dal 26 al 30 giugno, è dedicata al seguito del vertice mondiale per lo sviluppo sociale tenutosi a Copenaghen nel 1995. Nella delegazione svizzera, guidata dal consigliere federale Pascal Couchepin, saranno presenti sei rappresentanti di opere assistenziali e di sindacati.
«La nostra piattaforma – dal titolo: la politica economica dominante genera povertà – è diretta a promuovere una svolta della politica economica sia a livello internazionale che nazionale», ha affermato Peter Niggli, membro della delegazione e direttore della Comunità di lavoro (Swissaid, Sacrificio quaresimale, Pane per i fratelli, Helvetas, Caritas).
«Gli obiettivi sociali fissati cinque anni fa sono inconciliabili con la politica, appoggiata dall’esecutivo federale, di liberalizzazione, privatizzazione e deregolamentazione portata avanti da Fondo monetario internazionale, Organizzazione mondiale del commercio e Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico», ha precisato Niggli.
«Le nostre richieste si rivolgono quindi non solo all’Organizzazione delle Nazioni Unite, ma anche al Consiglio federale», ha aggiunto. «Il bilancio dei risultati tra Copenaghen 1995 e Ginevra 2000 è allarmante: la globalizzazione ha creato nuovi problemi ovunque, compreso in Svizzera».
Le ONG pretendono quindi dal Governo un piano di azione nazionale contro «l’impoverimento strisciante, la disoccupazione nascosta e le discriminazioni sulla base del sesso e del passaporto». Questi compiti devono essere assunti da Berna e non da organizzazioni pubbliche e private a livello cantonale e comunale.
Quali misure concrete le ONG propongono: la cancellazione dei debiti dei Paesi poveri immediatamente e incondizionatamente e l’introduzione di una tassa sulle transazioni valutarie internazionali, la «Tobin Tax» (dal nome del suo ideatore James Tobin). L’atteggiamento del Consiglio federale nei confronti di questa misura contro le speculazioni si potrebbe definire «neutrale» – ha criticato Niggli – e noi vogliamo che il Governo si schieri a favore.
Da parte sua, Colette Nova, segretaria dell’Unione sindacale svizzera (USS), pure membro della delegazione, ha denunciato in particolare i problemi ancora esistenti nel Paese. «Un lavoratore su dieci deve fare i conti con paghe da fame. Urge quindi che venga garantito un salario mensile lordo di almeno 3000 franchi».
Le ha fatto eco Denis Torche, segretario della Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC), che ha sottolineato il ritardo di Berna a livello internazionale: «la Svizzera, con il Liechtenstein, è l’ultimo Paese dei vecchi membri del Consiglio d’Europa a non aver ancora ratificato la Carta sociale!».
Pepo Hofstetter, della Comunità di lavoro, ha annunciato che il 25 giugno, alla vigilia dell’apertura della Conferenza, si terrà a Ginevra una manifestazione dallo slogan: «Lotta alla povertà – sviluppo sociale per tutti!». Varie organizzazioni non governative internazionali assieme a opere assistenziali elvetiche metteranno in piazza le rivendicazioni da far valere al Palazzo delle Nazioni.
Al primo vertice mondiale dell’ONU sullo sviluppo sociale un centinaio di capi di Stato e di Governo si erano accordati nella capitale danese per lottare contro la povertà e la disocccupazione. Nella dichiarazione finale avevano approvato dieci «impegni» privi di valore vincolante.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.