Villiger e Couchepin a Washington per una delicata riunione di FMI e BM
I due consiglieri federali guidano la delegazione svizzera che partecipa in questi giorni alla riunione primaverile del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Dopo le critiche mosse dal FMI alla Banca Centrale Europea, che ha mantenuto stabili i tassi di interesse, la Svizzera si trova suo malgrado coinvolta nella polemica che vede confrontati Stati Uniti e Fmi da una parte, Europa dall'altra.
Dopo gli attacchi lanciati dal capo economista del Fondo Monetario Michael Moussa alla politica monetaria restrittiva seguita dal vecchio continente, la Confederazione Elvetica sembra essersi schierata in difesa delle decisioni della BCE di Francoforte. Negli ambienti della rappresentanza svizzera non si nasconde una certa irritazione per l’ “intrusione” del FMI nella politica finanziaria europea. “Non si tratta di interferenze, noi garantiamo una funzione di sorveglianza” ha replicato lo stesso Moussa dopo aver auspicato senza mezzi termini che l’Europa, invece di rimanere parte del problema, si decida a collaborare per dare slancio all’economia mondiale.
Dietro alle quinte dell’ufficialità, nei ranghi dei responsabili elvetici che operano a Washington sotto la guida di Roberto Cippà (FMI) e di Matthias Meyer (Banca Mondiale) non si nasconde una certa preoccupazione per la divergenza di vedute che sta caratterizzando i rapporti tra prime due potenze economiche mondiali. Anche perché esse avvengono in un clima alquanto cupo.
Le previsioni sono infatti poco rosee. La crescita economica mondiale è rivista al ribasso: invece del 4,2 % preventivato, il prodotto nazionale lordo globale non salirà nel 2001 che del 3,2 %. E per la prima volta da una decina d¹anni, il vecchio continente (2,4 % di crescita) dovrebbe superare ampiamente gli Stati Uniti (1,5 %). Ciò spiegherebbe in parte almeno, il clima polemico che contraddistingue questo summit semestrale. L’Europa non vuole assumersi il rischio di far rinascere l’inflazione, gli Stati Uniti e il FMI antepongono a qualsiasi considerazione la necessità di rilanciare i consumi.
Nel clima di incertezza e di scarso ottimismo, fanno eccezione alcuni paesi mediorientali e la Russia: la ragione è strettamente legata all’aumento del prezzo del greggio. Peggio del previsto dovrebbero fare le aree in via di sviluppo. La contrazione del commercio, gli squilibri monetari, con un dollaro alle stelle e la crisi della Turchia (il FMI prevede di concedere ad Ankara un prestito di 10 miliardi di dollari) costituiscono i principali temi sul tappeto.
Tra le questioni più urgenti che i due organismi multilaterali si prefiggono di affrontare vi è pure il riciclaggio di denaro sporco , che è diventato ormai uno dei principali ostacoli all’applicazione in alcune aree delle politiche di risanamento finanziarie . La Svizzera, che già ha rafforzato e ampliato la propria collaborazione nella lotta contro questo flagello é chiamata a svolgere un ruolo di primaria importanza.
Per Kaspar Villiger e Pascal Couchepin è questo senz’altro uno dei tempi più urgenti e difficili: dovranno convincere i loro interlocutori che tutto viene fatto affinché la Confederazione elvetica, con le sue banche, non sia più terra d¹asilo per quei capitali provenienti da attività illecite o originariamente destinati all’aiuto dei paesi in difficoltà economica e finanziaria.
La riunione si terrà domenica, con i due ministri svizzeri che incontreranno i rappresentanti dei 23 altri paesi membri del direttorio delle due organizzazioni multilaterali. Con loro vi è pure il presidente della Banca Nazionale svizzera, Jean-Philippe Roth.
Roberto Antonini, Washington
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