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Voragine Swissair, il governo darà una mano. Forse

La compagnia Swissair minaccia di lasciare a terra la flotta da lunedì per protestare contro le assicurazioni Keystone

La Confederazione aiuterà Swissair se l'economia farà la sua parte. Il governo ha ipotizzato un sostegno alla compagnia - che in una settimana ha perso 65 milioni di franchi - nel caso di un aumento di capitale azionario. La flotta forse a terra da lunedì per protesta contro le assicurazioni.

Una partecipazione della Confederazione ai costi di risanamento entra in linea di conto solo a livello sussidiario e a precise condizioni, ha spiegato venerdì Kaspar Villiger. Secondo il ministro delle finanze l’iniziativa principale per risollevare le sorti di Swissair deve infatti giungere dall’economia privata, dalle banche in primis, e non solo dagli azionisti direttamente coinvolti.

Vista la drammatica situazione finanziaria della compagnia aerea elvetica, il contributo che il governo può fornire in un’eventuale operazione di salvataggio è stato però oggetto di un’intensa discussione durante la seduta settimanale del Consiglio federale. Seduta conclusasi senza decisioni concrete, ma con la dichiarazione di una disponibilità di principio.

Villiger, che lunedì ha incontrato il boss di Swissair Mario Corti, ha ricordato che finora il governo, detentore del pacchetto azionario, ha ritenuto opportuno non intervenire in quanto si tratta di un’azienda privata. La già difficile situazione della compagnia è però ulteriormente peggiorata dopo l’attentato terroristico negli USA, dando un duro colpo ai piani di risanamento in corso. Per il Consiglio federale il salvataggio di Swissair è diventato, almeno per il momento, un’operazione che riveste un interesse pubblico, considerata anche la sua importanza per l’aeroporto di Zurigo-Kloten.

Una partecipazione della Confederazione ai piani di risanamento non sarebbe quindi esclusa: la legge sull’aviazione lo permetterebbe in caso di interesse pubblico preminente. Anche un impegno superiore all’attuale 3% potrebbe essere preso in considerazione, ha detto Villiger.

“E’ però escluso che la Confederazione si accolli il peso principale mentre le banche si defilano”, ha puntualizzato il ministro. Al momento nessuna indicazione sarebbe possibile circa la questione dell’importo che il governo è pronto ad impegnare: “me lo chiedo anch’io”, ha detto il tesoriere della Confederazione.

L’unica decisione concreta presa dal governo è stata quella di fissare un incontro, nei prossimi giorni, tra Kaspar Villiger – accompagnato dal ministro dei trasporti Moritz Leuenberger – e i rappresentanti di Swissair e dell’economia per discutere la questione.

Direzione e consiglio di amministrazione del gruppo stanno attualmente esaminando una nuova serie di misure volte ad alleviare la catastrofica deriva finanziaria. Il piano di ristrutturazione, già annunciato alcune settimane fa, verrà adeguato alla nuova difficile situazione nella quale si trovano anche le altre principali compagnie aeree mondiali dal giorno degli attentati.

Il gruppo Swissari non ha voluto fornire indicazioni sulla portata e la natura dei nuovi tentativi di risanamento. Da alcuni giorni crescono le speculazioni su un nuovo taglio del personale, dopo la già annunciata soppressione di 1’200 posti di lavoro. Altri interrogativi sempre più diffusi riguardano la possibilità di un aiuto statale in favore della compagnia in crisi.

La compagnia aerea, che ha denunciato ulteriori perdite per circa 65 milioni di franchi in seguito all’attentato, ha nel frattempo annunciato di non escludere di inchiodare a terra tutta la sua flotta da lunedì.

Swissair reagisce in questo modo alla decisione degli assicuratori di ridurre la copertura dei rischi in caso di guerra o di attentati. Come le altre compagnie, Swissair è comunque fiduciosa: spera infatti che una soluzione possa essere trovata in extremis con gli assicuratori, ha precisato venerdì all’ats Jean-Claude Donzel, portavoce del gruppo aereo.

Il problema è urgente e non riguarda soltanto Swissair. Trattative al più alto livello con le autorità sono in corso in vari Paesi. Gli assicuratori hanno impugnato unilateralmente i contratti e molti scadono appunto lunedì.

Luca Hoderas

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