Intersessualità: diritto di scelta per gli interessati, CNE
(Keystone-ATS) I bambini il cui sesso non può essere definito in modo chiaro alla nascita devono – al momento opportuno – poter decidere sulla propria identità maschile o femminile. Nessuna attribuzione deve pertanto essere fatta fino a quel momento, sostiene la Commissione nazionale d’etica in materia di medicina umana (CNE).
In una presa di posizione, presentata oggi alla stampa, la CNE raccomanda inoltre, per evitare ogni rischio di discriminazione, che l’indicazione del sesso nell’atto di nascita possa venire modificata senza complicazioni burocratiche. In Svizzera, il genere di appartenenza viene precisato nell’atto di nascita, documento molto difficile da modificare in seguito.
La commissione – che si è espressa per rispondere a quesiti posti dal Consiglio federale sull’argomento – respinge però l’idea dell’introduzione di una terza categoria oltre al sesso femminile e maschile.