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Iran sosterrà Palestina fino a piena realizzazione suoi diritti

Keystone-SDA

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il vice capo dell'ufficio politico di Hamas, Basem Naim, oggi, ha ribadito il continuo sostegno dell'Iran alla Palestina fino alla piena realizzazione dei suoi legittimi diritti.

(Keystone-ATS) “I negoziatori iraniani, negli attuali colloqui con gli Stati Uniti, continuano a sollevare la questione degli attacchi israeliani a Gaza e del suo continuo genocidio, nonostante il cessate il fuoco, in seno agli organismi internazionali e durante i negoziati con gli Stati Uniti e i mediatori”.

Secondo l’agenzia di stampa Irna, Naim ha elogiato “la resistenza dell’Iran all’aggressione israelo-americana, nonché il sostegno del Paese ai palestinesi e alla loro causa”.

Intanto, l’agenzia di stampa Wafa riferisce che quattro palestinesi hanno riportato ferite dopo che coloni israeliani hanno attaccato case e terreni agricoli nella città di Yatta, a sud di Hebron. I coloni hanno anche sradicato e danneggiato circa 60 alberi. L’attivista anti-insediamenti Osama Makhameh ha dichiarato che coloni pesantemente armati hanno attaccato case e terreni palestinesi nelle zone di Wadi al-Rakhim e Khallat al-Homs, a sud di Yatta.

Dal canto suo, il Pakistan, che funge da mediatore sul memorandum di pace tra Usa e Iran, afferma che i colloqui tecnici tra i due paesi riprenderanno la prossima settimana.

“Si tratta di una pausa temporanea e le trattative proseguiranno”, ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del ministero degli Esteri pachistano, Tahir Andarabi, stando a quanto riporta l’agenzia di stampa turca Anadolu. Secondo l’Afp, l’alto funzionario pachistano avrebbe indicato martedì prossimo come possibile data di inizio dei colloqui.

Stando al capo della delegazione negoziale iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf, il protocollo d’intesa siglato tra l’Iran e gli Stati Uniti per porre fine alla guerra è “la dichiarazione di sconfitta dell’America”. “Il memorandum d’intesa di Islamabad non è il frutto di pressioni o coercizioni, ma piuttosto della resistenza e della determinazione del coraggioso popolo iraniano”, ha dichiarato Ghalibaf durante una conferenza a Baku, in Azerbaigian, trasmessa dalla televisione iraniana.

“Ecco perché il memorandum d’intesa di Islamabad ha assunto il valore di una dichiarazione di sconfitta per l’America”, ha affermato Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento, aggiungendo che d’ora in poi “la sicurezza in Medio Oriente dovrà essere garantita dai paesi della regione”.

Secondo round colloqui Israele-Libano

Frattanto, si tiene oggi a Washington il secondo round di colloqui tra Israele e Libano, al centro delle discussioni la definizione delle zone pilota nel sud del Paese dei cedri da affidare alle forze armate libanesi e sulle modalità per rafforzare il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.

quotidiano libanese Al Akhbar riferisce oggi che Israele chiede che “le autorità libanesi diano incarico all’esercito di prendere il controllo dell’area di Ali al-Taher, i miliziani di Hezbollah vengano espulsi e le loro strutture militari distrutte. Ciò deve avvenire sotto la diretta supervisione americana. Dopo aver verificato l’attuazione di tali requisiti, l’Idf si ritirerà dalle aree di Zawtar e Kfar Tebnit. Seguiranno misure analoghe su scala più ampia prima di qualsiasi ulteriore ritiro israeliano a sud del fiume Litani”.

Il quotidiano riporta anche che Israele ha chiesto al Libano di rivelare la sorte del pilota israeliano Ron Arad, scomparso in Libano nel 1986, e di proporre la restituzione dei suoi resti prima del rilascio dei prigionieri di guerra libanesi. “Israele mira a mantenere una presenza nella zona cuscinetto nel Libano meridionale e richiede un coordinamento militare diretto con il Libano per attuare queste misure”.

Secondo il quotidiano libanese Ad-Diyar “un incontro tenutosi al Dipartimento di Stato a cui hanno partecipato il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Comando centrale degli Stati Uniti Brad Cooper, incaricato di creare una sala operativa militare sotto il suo comando per supervisionare, monitorare e seguire la situazione nel sud in preparazione della conclusione dell’attività del ‘meccanismo’ nella sua forma precedente. Si apprende che il comitato sarà in contatto con la cellula emersa dagli incontri in Svizzera”.

Da parte sua, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha comunicato che le compagnie aeree dovrebbero continuare a evitare lo spazio aereo sopra l’Iran, l’Iraq e il Libano e mantenere la cautela in tutta la regione poiché permangono possibili violazioni, nonostante l’accordo tra Washington e Teheran.

Secondo l’Easa restano “possibili violazioni a breve termine del cessate il fuoco” tra Stati Uniti e Iran, in particolare nello Stretto di Hormuz e nelle zone circostanti, nonché nello spazio aereo adiacente. Tale avvertenza resta valida fino al prossimo 1 luglio.

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