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L'ultima corsa per salvare il Vertice

Il governo di Internet - unica questione irrisolta?

(Keystone)

Altre due sessioni sono state necessarie a causa dei disaccordi emersi a Ginevra all'ultimo incontro preparatorio del vertice ONU sulla società dell'informazione (WSIS).

La speranza è ora che, fra l'incontro intermedio di Ginevra e il "Resumed PrepCom-3" che precederà il vertice di Tunisi, si riescano a superare gli ostacoli principali al raggiungimento di un accordo fra i delegati.

Come già fu per la prima fase del WSIS, nel 2003, l'incontro preparatorio cosiddetto PrepCom-3 si è concluso il 30 settembre a Ginevra in maniera non soddisfacente – lasciando sul campo serie divisioni tra i principali protagonisti e nessuna soluzione visibile all'orizzonte.

Al termine del dibattito conclusivo, il segretario generale del WSIS Yoshio Utsumi ha dichiarato che le questioni irrisolte "testimoniano del rifiuto da parte dei delegati di trovare un compromesso sui principi fondamentali per promuovere l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".

La più profonda delle divisioni riguarda il governo della Rete. Nonostante la pressione del resto del pianeta, gli Stati Uniti hanno fermamente rifiutato di cedere il controllo di Internet. I delegati americani hanno, infatti, puntato i piedi e dichiarato che l'argomento, semplicemente, non era oggetto di discussione.

Il sub-comitato A del PrepCom-3 tornerà adesso a riunirsi a Tunisi il 13 novembre e per tre giorni cercherà di mettere a punto una forma di compromesso sulle future regole per il governo di Internet prima dell'apertura del summit vero e proprio, il 16 novembre.

Il sub-comitato B, invece, si è incontrato a Ginevra dal 24 al 28 ottobre per cercare di affrontare tutte le altre questioni irrisolte, in particolare l'implementazione, le misure di accompagnamento e la verifica del Piano d'azione, così come la stesura di un documento propriamente politico e la definizione dei meccanismi finanziari che dovranno sostenerlo.

Il governo della Rete

"Credo si tratti dell'unica discussione veramente interessante del WSIS, come sarà il governo della Rete. E pensare che si svolgerà prima del Vertice!", racconta a swissinfo Julien Pain, responsabile per Reporters sans frontières (RSF) per la libertà di Internet.

Pain ricorda che RSF è stata esclusa dalla prima fase dei lavori del WSIS, a Ginevra nel 2003, perché rea di avere criticato paesi come la Libia, la Cina e Cuba. Ma racconta che l'associazione spera di trarre il meglio dall'incontro di Tunisi.

"Per noi rappresenta un'eccellente arena per dire al mondo intero che Cina, Cuba, Iran – come d'altronde la stessa Tunisia – non dovrebbero essere messe in condizione di decidere quale debba essere il futuro della Rete", sottolinea.

Con questo, sottolinea Pain, RSF non intende appoggiare la posizione statunitense - generalmente ritenuta l'elemento che ha determinato la convocazione della Resumed PrepCom.

"Non sosteniamo le proposte americane perché pensiamo che, almeno quanto gli Stati Uniti, anche altre nazioni debbano essere coinvolte nella gestione di Internet - perché si tratta di uno strumento a tutti gli effetti planetario. Ma siamo convinti che è meglio la situazione attuale, se l'alternativa è mettere la Rete nelle mani di Cina e Cuba. Finchè non salta fuori un'idea migliore, è meglio tenersi quello che c'è", conclude.

Un grande rischio

Sui due incontri di Tunisi – sul summit vero e proprio, come sul Resumed PrepCom - c'è un enorme pressione affinché conseguano risultati concreti. Perché passati questi due appuntamenti, tra due anni non ci sarà nessun nuovo incontro, come quello intermedio di Ginevra. Per i negoziatori, non sarà dunque possibile mostrarsi troppo intransigenti, sperando di ottenere il massimo dalla controparte, perché in caso di fallimento non ci sarà un altro incontro.

Secondo molti osservatori sarà andata perduta un'opportunità storica, se nei prossimi dieci giorni non si raggiungeranno conclusioni significative e non saranno messe a punto delle strategie per il follow-up.

Ma quante sono le probabilità di successo? "Ad essere sincero, credo che a Tunisi non succederà proprio nulla: gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare e questo", sottolinea Julien Pain, "è il vero, grande rischio: se gli USA rifiutano di discutere col resto del mondo, potrebbero davvero finire per perdere il controllo di Internet".

Marc Furrer, il presidente della Commissione federale delle Comunicazioni che guiderà la delegazione svizzera al WSIS, è più ottimista di RSF. Tanto da dichiararsi fiducioso che tutte le parti si impegneranno in discussioni di alto livello in Tunisia.

"Solo una cosa non capisco", confessa Furrer, "perché sottoporsi a tutta questa sequela di incontri preparatori - se poi si finisce per arrivare al nocciolo dei problemi solo tre giorni prima del summit?".

swissinfo, Thomas Stephens
(traduzione di Serena Tinari)

Fatti e cifre

Il terzo incontro del Comitato preparatorio (PrepCom-3) della fase tunisina del WSIS si è tenuto a Ginevra dal 19 al 30 settembre 2005.
Il WSIS si svolgerà a Tunisi, capitale della Tunisia, dal 16 al 18 novembre 2005.
Il Vertice ha l'obiettivo di colmare il divario tecnologico fra paesi ricchi e poveri, così come di affrontare questioni come il governo di Internet.
Al WSIS sono attesi 11mila delegati da governi, agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni private, società civile e media – nonché oltre 50 capi di Stato.

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In breve

PrepCom-3, l'incontro finale di preparazione al WSIS, si è concluso il 30 settembre senza che i delegati abbiano potuto trovare l'accordo sui temi principali in discussione. Per questo sono stati convocati altri due incontri prima del Vertice.
Una cosiddetta Resumed PrepCom-3 si terrà dunque a Tunisi tre giorni prima dell'inizio del summit: i lavori si concentreranno sulla questione del governo di Internet.
Un gruppo di negoziazione si è incontrato a Ginevra fra il 24 e il 28 ottobre scorsi per discutere tutti gli altri argomenti rimasti sul tavolo, incluse l'implementazione, le misure di accompagnamento e la verifica del Piano d'azione, così come la stesura di un documento politico e la definizione dei meccanismi finanziari che dovranno sostenerlo.

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