La sinistra lancia un'iniziativa contro le armi

Secondo uno studio del criminologo Martin Killias, ogni anno 300 persone muoiono a causa delle armi d'ordinanza Keystone

La Confederazione deve emanare prescrizioni contro l'uso abusivo di armi e munizioni. È quanto chiede l'iniziativa popolare lanciata dai socialisti, dai verdi e da altre organizzazioni.

L'obiettivo principale è di bandire le armi d'ordinanza dalle case degli svizzeri.

"Molti sono attualmente i politici che affermano di volere rendere più 'sicura' la Svizzera. Ma di quale sicurezza si tratta?", ha esclamato la deputata socialista Chantal Galladé durante la conferenza stampa organizzata lunedì a Berna per annunciare il lancio dell'iniziativa popolare denominata "Per la
protezione dalla violenza perpetrata con le armi".

"A livello internazionale la Svizzera figura in cima alle statistiche relative ai suicidi e ai drammi familiari", ha proseguito la consigliera nazionale, lei stessa figlia di un uomo che si tolse la vita con l'arma d'ordinanza.

Rendere più sicura la Svizzera – ha in sostanza dichiarato – vuol quindi anche dire dare una risposta a quelle persone che non si sentono al sicuro sapendo che nel paese praticamente in ogni famiglia vi è un'arma pronta all'uso.

Armi d'ordinanza

L'iniziativa lanciata dai partiti di sinistra, nonché da una sessantina di organizzazioni attive negli ambiti più svariati, chiede di limitare l'uso delle armi da fuoco, di bandire l'arma d'ordinanza dalle economie domestiche elvetiche e di creare un registro nazionale centralizzato, misure che appena alcuni mesi fa erano state bocciate in sede parlamentare.

Il medico Patrick Haemmerle ha sottolineato che ogni anno nel paese si contano circa 1'300 suicidi, ognuno dei quali in media colpisce indirettamente ma profondamente anche 6-8 persone vicine. Secondo uno studio del criminologo Martin Killias, ogni anno in Svizzera 300 persone muoiono (omicidi e suicidi) a causa dei proiettli esplosi con le armi d'ordinanza.

"Una limitazione dell'accesso alle armi da fuoco molto probabilmente ridurrebbe la frequenza dei suicidi, soprattutto delle persone di sesso maschile", ha dichiarato Haemmerle.

In questo contesto i promotori dell'iniziativa chiedono in particolare che il milione e mezzo di armi da fuoco distribuite ai soldati non vengano più custodite a casa al di fuori del servizio militare, bensì in locali sicuri dell'esercito.

Secondo la deputata socialista vodese Géraldine Savary, le armi d'ordinanza infatti "ammuffiscono" nelle cantine dei soldati senza nessuna utilità per la strategia difensiva e per la lotta al terrorismo. Nel contempo rappresentano tuttavia un pericolo per la sicurezza pubblica in generale e delle donne in particolare.

A testimonianza di ciò, Gabriela Chu, della Federazione delle case per donne maltrattate, ha descritto le violenze e le minacce cui sono sottoposte numerose donne nel proprio nucleo familiare.

Registro delle armi

Josef Lang, rappresentante del Gruppo per una Svizzera senza esercito e consigliere nazionale del Partito alternativo di Zugo - cantone teatro nel 2001 di una tragica sparatoria in parlamento - ha sottolineato l'importanza della creazione di un registro nazionale delle armi da fuoco, proposta già avanzata dall'allora ministra Ruth Metzler e poi affossata dal successore Christoph Blocher. A suo avviso, tale registro potrebbe facilitare il compito della polizia.

"In Svizzera ogni mucca è registrata. Forse le armi sono meno pericolose?", ha ironizzato il politico.

Jean-Pierre Monti, in rappresentanza del personale della polizia criminale federale, ha affermato che le limitazioni decise dal parlamento per quanto concerne le munizioni sono positive, ma non bastano. A suo parere non si tratta di criminalizzare sportivi, cacciatori e collezionisti, che secondo alcune stime complessivamente sono in possesso di 570'000 armi. A questo proposito Monti ha osservato che l'iniziativa prevede eccezioni, a condizione che i proprietari di armi forniscano la prova di averne la necessità e dispongano delle capacità indispensabili.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Gli Stati Uniti sono in testa alla classifica dei paesi con il maggior numero di armi in circolazione sul territorio (270 milioni).
Seguono l'India (46 milioni), la Cina (40 milioni), la Germania (25 milioni) e la Francia (19 milioni).
La Svizzera (3,4 milioni) si situa in 22esima posizione.
Se si considera il numero di armi pro capite, la Confederazione giunge però in quarta posizione, preceduta soltanto da Stati Uniti, Yemen e Finlandia.

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In breve

Durante il loro servizio attivo, i soldati elvetici conservano il loro equipaggiamento militare, arma compresa, in casa propria.

La detenzione di armi da guerra a domicilio è da tempo oggetto di dibattito in Svizzera, in particolare a causa di diversi drammi famigliari e dei suicidi.

Uno studio di recente pubblicazione ha provato ancora una volta che esiste una correlazione tra il numero di armi in circolazione e il tasso di omicidi e suicidi.

Lo scorso mese di settembre la rivista Annabelle ha indirizzato al parlamento svizzero una petizione corredata da 17'400 firme con la quale si chiede di vietare il possesso di armi da guerra al proprio domicilio.


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