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Lo storico francese Marc Bloch è entrato al Panthéon di Parigi

Keystone-SDA

I feretri dello storico e resistente francese, Marc Bloch, assassinato dai nazisti il 16 giugno 1944 e della moglie Simonne Bloch hanno varcato ieri sera le porte del Panthéon di Parigi, il tempio laico in cui riposano grandi personalità della patria francese.

(Keystone-ATS) Un ingresso fortemente voluto dal presidente, Emmanuel Macron, accompagnato sulle note della Pavane di Gabriel Fauré, e dal fragoroso applauso dei presenti riuniti nel mausoleo repubblicano che sovrasta Parigi.

Nel discorso di circa venti minuti Macron ha sottolineato che gli insegnamenti di Bloch sono ancora oggi attuali. Nel solco dello storico soldato e co-fondatore delle Annales, il capo dello Stato ha criticato quello ”spirito di disfatta”, che dobbiamo combattere senza sosta”. Un riferimento, in particolare, a uno dei libri più importanti di Bloch “L’Etrange défaite”, in cui lo storico analizzava le cause che portarono alla sconfitta della Francia nel 1940. Capitano decorato nella Grande Guerra, di nuovo richiamato nel 1939, Bloch si impegnò con la Resistenza nel 1942-43. Fu arrestato a Lione l’8 marzo 1944, incarcerato e torturato dalla Gestapo, poi fucilato il 16 giugno con 29 partigiani.

La cerimonia è stata preceduta da una veglia funebre all’Ecole Nationale Supérieure, in rue d’Ulm, dove Bloch studiò dal 1904 al 1908. Oggi, alle 21, in una Parigi alle prese con temperature torride, il corteo con i feretri dell’intellettuale e della moglie Simonne è risalito come da tradizione lungo la rue Soufflot, fino al Panthéon. Due bare altamente simboliche, in quanto i famigliari hanno preferito che lo storico continui a riposare in un villaggio della Creuse, in provincia, mentre il corpo di Simonne, morta a Lione nel 1944, non venne mai ritrovato.

All’interno oggetti simbolici, dunque, come medaglie e felci in riferimento all’amata casa di campagna di Fougères, il testamento spirituale di Bloch, foto e lettere della moglie ai bambini. Evocando la disfatta del 1940, Macron ha puntato il dito contro quei francesi ”influenti e di potere” che all’epoca ”dubitavano della Francia, la vedevano già decadente e, in fondo, non ci credevano più. Sono sempre i primi a sacrificare la Francia agli interessi delle potenze ostili. I primi a rinnegarla. I primi a tradirla. Così persiste, ancora e sempre, questo spirito di disfatta indissociabile dallo spirito di Vichy, lento veleno della nostra vita pubblica che dobbiamo combattere instancabilmente”, ha avvertito, in un implicito riferimento all’avanzata delle estreme in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Durante l’omaggio, Macron ha anche menzionato lo storico italiano, Carlo Ginzburg, scomparso mercoledì scorso a 87 anni e la cui opera è stata fortemente influenzata dal grande storico francese.

”La biblioteca di Bloch – ha dichiarato Macron – è stata dispersa dai nazisti ma i semi del suo genio europeo sono fioriti e hanno generato altri sapienti come lui legati alla nostra civiltà di libertà, fino a Carlo Ginzburg”. Dal 2017, sono sei le personalità che l’attuale presidente ha deciso di portare al Panthéon: prima di Marc Bloch, la ministra della Salute madre della legge sull’Interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) e prima presidente del Parlamento europeo eletto a suffragio universale, Simone Veil, lo scrittore Maurice Genevoix, la medaglia della Resistenza e star del music-hall, Joséphine Baker e la figura eroica della Resistenza di origini armene Missak Manouchian.

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