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Air Liberté dovrà sopprimere un terzo dei posti di lavoro

Marc Rochet, direttore di Air Liberté, spera con misure radicali di poter attirare nuovi investitori Keystone

Duro colpo per il personale della compagnia francese controllata da Swissair Group: la direzione di Air Liberté ha infatti annunciato la soppressione di 1'338 impieghi a tempo pieno. Il piano di ristrutturazione, presentato dal direttore Marc Rochet, prevede inoltre la riduzione di un quarto delle attività nel corso di un anno e la vendita di quasi la metà dei velivoli.

Le misure di soppressione degli effettivi della dovrebbero toccare quasi un terzo dei personale, dal momento che non tutti i dipendenti lavorano a tempo pieno. Dalla fusione con AOM alla fine del marzo scorso, Air Liberté, occupa 5’000 persone, pari a 3 800 posti a tempo pieno, .

Secondo Paul Fourier, delegato del sindacato CGT, circa 1’500 impiegati perderanno il posto di lavoro. I sindacati hanno annunciato di voler organizzare martedì un’assemblea plenaria del personale per esaminare le misure decise dalla direzione.

Da parte sua, Jean-Pierre Lohrer, delegato della CFDT ha già dichiarato di voler respingere il piano di ristrutturazione. L’associazione intersindacale dei piloti dell’ex-AOM ha reagito proclamando uno sciopero illimitato che ha già portato alla cancellazione di circa un quarto dei voli della compagnia in crisi. Vari sindacati di Air Liberté hanno annunciato invece uno sciopero di 24 ore per mercoledì 23 maggio.

Il piano di ristrutturazione prevede inoltre una drastica riduzione della flotta: solo 27 degli attuali 50 aerei dovrebbero restare in esercizio. Un quarto delle attività verranno eliminate in modo da permettere una diminuzione delle perdite pari a 50 milioni di franchi.

In tal modo, il direttore Marc Rochet spera di poter attirare nuovi investitori per sostituire i due attuali azionisti che detengono la maggioranza del capitale, ossia il gruppo Swissair (49,5 %) e la società Marine-Wendel. Entrambi hanno garantito investimenti e contributi finanziari soltanto fino al 25 giugno.

swissinfo e agenzie

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