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Approvato anche dagli Stati il rapporto sulle ex-regie federali

Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato, con 35 voti a 0, il rapporto del Consiglio federale sulla realizzazione degli obiettivi strategici fissati nel 2000 per le ex regie. Nel corso del dibattito è stato posto l'accento sulla crescente opposizione da parte della popolazione nei confronti dei processi di liberalizzazione.

Parlando a nome della Commissione della gestione, Hansruedi Stadler (PPD/UR) ha invitato ad accettare il rapporto ricordando però gli esiti delle votazioni cantonali dello scorso fine settimana, decisamente critici nei confronti dei processi di privatizzazione.

Per Michel Béguelin (PS/VD) il rapporto di gestione 2000 è da accettare: è storia passata, per la quale non possiamo fare molto. Possiamo invece intervenire presso il Consiglio federale affinché nella stesura dei nuovi obiettivi strategici tenga conto dei punti che più stanno a cuore ai parlamentari, ha aggiunto. Ha in particolare messo in guardia da eccessivi tagli di personale, che compromettono il funzionamento ottimale delle ex regie.

Ernst Leuenberger (PS/SO) ha ricordato che si sta procedendo a una liberalizzazione con cautela. «Come buone guide alpine dobbiamo portare tutta la cordata in vetta alla montagna», ha indicato facendo soprattutto riferimento al Service Public e alla situazione del personale.

Per Thomas Pfisterer (PLR/AG) quello della gestione delle ex-regie federali è un processo lento, da guidare passo dopo passo. Gli obiettivi strategici sono formulati troppo rigidamente: il parlamento non dovrebbe limitarsi ad autorizzare i conti e ad accettare i risultati; dovrebbe piuttosto discutere approfonditamente di tutti gli aspetti del caso. Di opinione diametralmente opposta This Jenny (UDC/GL), secondo cui «i politici non sono in grado di guidare con successo un’azienda».

«Contrariamente a voi – ha risposto il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger – ho ricevuto anche riscontri positivi sul funzionamento delle tre ex regie federali». Per quanto riguarda la Posta, ad esempio, lo scorso anno offerta e qualità dei servizi si sono mantenute a buoni livelli, mentre buona parte del personale si è detta soddisfatta delle condizioni di lavoro. Per quanto riguarda la riforma della rete degli uffici postali – ha aggiunto Leuenberger – si tratta di una trasformazione e non di una demolizione.

Il ministro dei trasporti ha inoltre ricordato l’alto grado di soddisfazione dei clienti delle FFS e ha rinnovato il proprio sostegno ai vertici dell’azienda. In generale – ha concluso – le tre ex-regie hanno raggiunto gli obiettivi prefissati dal governo.

Al termine del dibattito i senatori hanno trasmesso con 18 voti contro 15 una mozione di Hans Hess (PLR/OW) sotto forma di postulato al Consiglio federale. Il governo dovrà esaminare l’eventualità di un’ulteriore apertura del mercato postale a aziende private in concomitanza con i tempi previsti dall’Unione europea.

swissinfo e agenzie

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