Christoph Blocher difende la legge sull’asilo
In un discorso tenuto al Congresso degli svizzeri dell'estero a Basilea, il ministro di giustizia e polizia ha dichiarato che misure più drastiche nei confronti dei richiedenti l'asilo sono necessarie per evitare tensioni sociali.
Christoph Blocher ha inoltre respinto le accuse, secondo le quali le nuove leggi sull’asilo e gli stranieri sarebbero ingiuste e contrarie alla tradizione umanitaria svizzera.
“Non è una bella cosa rimpatriare la gente. Si può fare solo per difendere un interesse più generale”, ha dichiarato Christoph Blocher, spingendo enfaticamente il torso all’indietro, dinnanzi ai rappresentanti della Quinta svizzera, giunti da tutto il mondo per il tradizionale Congresso degli svizzeri dell’estero.
Una delle frasi ad effetto con cui il ministro di giustizia e polizia ha difeso l’inasprimento delle leggi sull’asilo e sugli stranieri, sottoposte a votazione federale il prossimo 24 settembre. Le due leggi, combattute da un referendum, sono state vivamente criticate negli ultimi mesi dai partiti di sinistra, dalle organizzazioni di assistenza ai rifugiati e dalle principali Chiese elvetiche.
Secondo Christoph Blocher, la maggior parte delle persone che chiedono l’asilo non sono dei veri profughi. “Moltissimi di loro vogliono approfittare del livello di vita elevato in Svizzera. Cercano di vivere dell’aiuto sociale”.
“Bisogna essere forti, per riuscire a rimandare a casa queste persone”, ha aggiunto il consigliere federale dell’Unione democratica di centro. “Ma la legge non è disumana. Continua a fornire protezione ai rifugiati autentici”.
Legge non disumana
La proporzione di stranieri in Svizzera ha ormai raggiunto il 22%, ha ricordato Blocher. Finora non vi sono stati conflitti aperti come in Francia, ma la Svizzera non può accogliere tutti coloro che cercano lavoro.
A detta del ministro di giustizia e polizia, la maggior parte dei richiedenti l’asilo giungono in Svizzera senza documenti. In base alla nuova legge saranno costretti a cooperare con le autorità, se vogliono evitare che la loro richiesta non venga nemmeno presa in considerazione. Le modifiche legali, sostenute dal governo e dalla maggioranza del parlamento, consentono inoltre di migliorare l’integrazione dei veri profughi.
Sempre secondo quanto dichiarato da Blocher, la maggior parte dei richiedenti l’asilo arrivano in Svizzera attraverso le reti dei trafficanti di persone.
“Si tratta di criminalità organizzata. Questo settore ‘economico’ perderà d’interesse, se le persone respinte si ritroveranno dopo pochi giorni di nuovo a casa loro”, ha affermato il ministro di giustizia e polizia.
Sostegni e critiche
Il consigliere federale ha incontrato a Basilea, all’84esimo Congresso degli svizzeri dell’estero, un pubblico piuttosto favorevole alle sue posizioni.
Venerdì, la maggioranza dei delegati del Consiglio degli svizzeri dell’estero, una sorta di parlamento della Quinta svizzera, si era espressa in favore della revisione della leggi sull’asilo e sugli stranieri. I due testi sono stati approvati da 38 delegati contro 26.
“Personalmente ritengo valide le argomentazioni di Christoph Blocher. Si tratta però di un abile oratore”, ha dichiarato a swissinfo Regina Mäder, rappresentante della comunità elvetica residente in Thailandia.
Contro le tesi del ministro di giustizia e polizia si è espresso invece Jean-Paul Aeschlimann, delegato della Quinta svizzera proveniente dalla Francia. “Christoph Blocher non ha fornito nessuna risposta concreta. In fin dei conti manifesta un atteggiamento molto sfavorevole a tutto quanto è straniero. È perfino diffidente nei confronti del principio della doppia nazionalità”.
La questione della doppia nazionalità e la chiusura di alcune sedi consolari svizzere sono pure state oggetto di dibattiti e di critiche durante il Congresso. Alcuni partecipanti hanno invitato ad esempio il governo a firmare un accordo destinato a regolare gli obblighi militari dei connazionali con doppia nazionalità residenti in Germania.
La riunione annuale della Quinta svizzera è stata dedicata inoltre al tema del partenariato tra l’economia e la cultura, il filo conduttore scelto per questa edizione basilese dall’Organizzazione degli svizzeri dell’estero.
swissinfo e agenzie
Il Congresso degli svizzeri dell’estero è una piattaforma annuale d’incontro per tutti gli svizzeri espatriati che desiderano parteciparvi.
Il Consiglio degli svizzeri dell’estero, che si riunisce invece due volte all’anno, è l’organo supremo dell’Organizzazione degli svizzeri dell’estero (OSE).
«Parlamento della quinta svizzera», il consiglio conta attualmente 148 membri e rappresenta in Svizzera gli interessi dei connazionali svizzeri che vivono all’estero.
Alla fine del 2005, 634’216 svizzere e svizzeri erano registrati all’estero.
Rispetto all’anno precedente l’aumento è stato di 11’1159 persone.
395’397 svizzeri all’estero vivono in Europa, 18’017 in Africa,
163’122 in America, 30’451 in Asia, 27’229 in Oceania.
Tema: «Partenariato tra economia e cultura: il segreto di Basilea».
Basilea è una metropoli culturale di portata europea, anche grazie al sostegno dell’industria farmaceutica. Da alcuni anni Basilea è considerata la capitale svizzera dell’architettura contemporanea.
In programma al Congresso vi sono, tra l’altro visite ai luoghi che confermano questa fama: lo stadio Sankt Jakob e la galleria Schaulager (architetti Herzog & De Meuron), la fondazione Beyeler (Renzo Piano), il museo Tinguely (Mario Botta), Novartis (Diener & Diener, Adolf Krischanitz, Frank Gehry).
Anche la sede del Congresso è una delle icone dell’architettura moderna: la torre di Morger & Delego, con i suoi 105 metri di altezza e i suoi 31 piani, è il grattacielo più alto della Svizzera.
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