Il PPD intende consolidare la via bilaterale
Il Partito popolare democratico (PPD) vorrebbe dare vita ad una vasta coalizione di destra e di sinistra per rafforzare l'intesa bilaterale che lega la Svizzera all'Unione europea.
Crescita economica, creazione di impieghi e riduzione della disoccupazione: questa la situazione in Svizzera tracciata dal presidente del PPD (centro) Christophe Darbellay, a quasi sei anni dall’entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles.
Di fronte ai delegati riunitisi in assemblea a Belp (Berna), Darbellay ha affermato che chi auspica una crescita economica del paese, deve impegnarsi nel consolidamento della via bilaterale con l’Europa. Invocando una larga coalizione di «tutti coloro che si impegnano per l’impiego e la prosperità», il presidente del PPD ha indicato che il suo partito è pronto a condurre una campagna robusta in favore del prolungamento dell’accordo sulla libera circolazione delle persone (verosimilmente sottoposta a votazione popolare nel 2009).
Darbellay ha invitato i sindacati a unirsi a questa alleanza a condizione che esprimano un sì senza condizione. Anche l’UDC (Unione democratica di centro, destra nazional-conservatrice) è la benvenuta, a patto che riesca ad «essere un vero partito dell’economia» al di sopra dei «programmi xenofobi», ha dichiarato il vallesano.
In vista delle votazioni federali del 1. giugno, i delegati democristiani hanno poi deciso di respingere tutti gli oggetti sottoposti alle urne: l’iniziativa UDC “Per naturalizzazioni democratiche”, l’iniziativa popolare che vuole limitare l’attività informativa della Confederazione prima delle votazioni e il nuovo articolo costituzionale sulla salute.
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