Immigrazione: si potrebbe tornare ai contingenti
A causa dell'aumento della disoccupazione, il governo deciderà prossimamente se limitare o meno il numero di lavoratori che le imprese possono reclutare all'estero. Le basi legali lo consentirebbero, afferma Serge Gaillard, capo della Direzione del lavoro alla Segreteria di Stato dell'economia (Seco).
In una intervista pubblicata domenica dal «Matin Dimanche», Gaillard precisa che il problema sarà sottoposto «nelle prossime settimane» al governo da Eveline Widmer-Schlumpf, capo del Dipartimento di Giustizia e polizia (DFGP), competente per questo dossier.
Il portavoce del DFGP Philippe Piatti, interpellato dall’agenzia stampa ATS, ha confermato una «prossima» decisione del governo, che si fonderà «sulle statistiche del mercato del lavoro e della migrazione più recenti». Egli non ha tuttavia confermato che la decisione sarà presa già mercoledì, come sostiene il «Tages Anzeiger» sul suo sito internet.
Stando al quotidiano zurighese, Eveline Widmer-Schlumpf sottoporrà ai colleghi di governo un documento di discussione redatto con la ministra dell’economia Doris Leuthard. Un eventuale provvedimento restrittivo sarebbe basato sulla «clausola di salvaguardia» del trattato bilaterale sulla libera circolazione delle persone concluso con l’Unione europea.
Questa clausola permette alla Svizzera di limitare di nuovo temporaneamente le autorizzazioni di soggiorno qualora l’immigrazione dovesse assumere proporzioni non auspicate.
Nel caso di un’eccessiva immigrazione, è possibile la reintroduzione dei contingenti per i 15 «vecchi» stati membri dell’UE nonché per Cipro e Malta, con cui la libera circolazione è in vigore senza restrizioni dal primo giugno 2007 (per gli altri vigono tuttora limitazioni transitorie). La condizione è che il numero di permessi accordati durante un anno superi del 10% la media dei precedenti tre anni.
swissinfo.ch e agenzie
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