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Democrazia diretta in Svizzera

La Serbia sceglie a sorpresa l’Europa

L'elettorato serbo ha scelto la via dell'Unione europea, sostenendo con quasi il 40% dei voti la lista liberale 'Per una Serbia europea' del presidente Boris Tadic. Un voto giudicato sorprendente dall'osservatore svizzero Andreas Gross.

Il Partito Radicale (ultranazionalista) sfiora il 30% delle preferenze, mentre il Partito Democratico di Serbia (conservatore) del premier uscente Vojislav Kostunica supera di poco il 10% dei voti e il Partito socialista ha ottenuto il 7% dei consensi. Otto anni dopo la fine del regime di Slobodan Milosevic, la maggioranza dei serbi ha quindi voltato le spalle alle forze revansciste ed euroscettiche, nonostante il loro tentativo di cavalcare il malcontento sociale e il risentimento popolare provocato dalla recente secessione del Kosovo albanese – avallata da molti governi occidentali.

“Sembra che nella società il senso della realtà in merito all’indipendenza del Kosovo sia più grande che non all’interno della classe politica”, ha dichiarato in seguito all’esito dello scrutinio il parlamentare svizzero Andreas Gross, inviato quale osservatore dal Consiglio d’Europa. Il deputato del Partito socialista ha lodato la “qualità” delle elezioni parlamentari tenute nei giorni scorsi in Serbia, affermando che gli elettori hanno potuto esprimere il loro voto in modo corretto e indipendente.

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