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Le parole d’ordine dei Verdi per il 29 novembre

Riuniti sabato a San Gallo, i delegati del partito ecologista si sono pronunciati contro l'iniziativa anti-minareti e il finanziamento speciale per compiti connessi al traffico aereo, temi sui quali la popolazione sarà chiamata ad esprimersi il 29 novembre. Accolta invece l'iniziativa per il divieto di esportare materiale bellico.

L’iniziativa lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito è stata accettata all’unanimità. L’anno scorso la Svizzera ha esportato armi per 722 milioni di franchi in 72 paesi, ciò che costituisce un record, ha deplorato la consigliera nazionale zurighese Marlier Bänziger. “La Svizzera – ha sottolineato – non deve più essere complice di guerre ed uccisioni”.

Sempre all’unanimità, ma con un’astensione, i delegati hanno raccomandato di votare no all’iniziativa “Contro l’edificazione di minareti”. “Ci opponiamo a questa iniziativa perché porta acqua al mulino del razzismo”, ha affermato Basil Oberholzer dei Giovani Verdi del canton San Gallo. Il testo – ha aggiunto – è in contraddizione con lo stato di diritto e la garanzia che ciascuno possa praticare la propria religione senza restrizioni.

Terzo oggetto sottoposto al popolo a fine novembre: il decreto federale concernente “la creazione di un sistema di finanziamento speciale per compiti connessi al traffico aereo”. Tutti i delegati meno un astenuto hanno votato no. Questo finanziamento speciale non è altro che un nuovo sussidio al traffico aereo, ha sostenuto la consigliera nazionale basilese Anita Lachenmeier.

Durante l’assemblea, i delegati hanno pure discusso un documento intitolato “I dieci comandamenti della politica agricola ecologista”. Il testo elenca “le azioni necessarie affinché l’agricoltura possa continuare a svolgere i suoi compiti essenziali”. I “dieci comandamenti” propugnano la promozione della biodiversità e un uso parsimonioso delle risorse. Sostegono inoltre l’agricoltura locale rispettosa dell’ambiente e retribuita in modo equo.

swissinfo.ch e agenzie

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