Zurigo, “Ci hanno espropriato del nostro 1° Maggio”
Una Festa del lavoro sempre più internazionale e sempre meno svizzera. Sia per quanto concerne i partecipanti e gli oratori, sia per i temi portati all'attenzione dell'opinione pubblica. A pesare, soprattutto, l'assenza del Partito socialista e la molto debole presenza dei sindacati - mentre non sono mancati gli scontri tra estremisti e polizia dopo la manifestazione ufficiale.
Il corteo è partito puntuale dalla Helvetiaplatz. In una mattinata di sole s’è snodato tranquillamente per le vie del centro, praticamente deserte. In apertura, uno slogan contro le espulsioni di immigrati clandestini e rifugiati, che non hanno ottenuto l’asilo. Poi, una dopo l’altra, folte rappresentanze delle comunità straniere in Svizzera: tamil, kurdi, iraniani, turchi, e così via. Molto consistente anche il gruppo dei palestinesi, che portano una grande bandiera. “Nessun uomo è illegale”, è lo slogan più ripetuto. Tra i volantini che distribuiti, non uno che parli delle rivendicazioni sindacali dei lavoratori in Svizzera.
E gli svizzeri? A parte i numerosi “Jusos” (gli aderenti al movimento giovanile socialista), poche e scarne le rappresentanze sindacali. Una bandiera del SEI (sindacato edilizia e industria), una del VPOD (servizi pubblici), uno striscione della FLMO (metalmeccanici) e un paio del nuovo sindacato dei media. Ma dietro questi vessilli c’erano soprattutto i rispettivi gruppi di stranieri sindacalizzati.
Le polemiche delle scorse settimane hanno evidentemente lasciato il segno. Un vecchio sindacalista guarda dal bordo della strada il corteo che sfila. Ci hanno espropriato del nostro Primo Maggio”, dice. “Ogni anno invitano oratori stranieri ed estremisti; ed i temi non sono più quelli del lavoro, ma delle lotte internazionali di emancipazione di altri popoli”.
L’invito all’ex-terrorista palestinese Leila Khaled, quale oratrice ufficiale? “Una provocazione”, è la secca risposta. Intanto, dietro alle bandiere rosse, molti slogan vengono gridati in arabo. Ci sono anche un gruppo di bandiere nere (il colore degli anarchici), alcuni giovani che sfilano completamente nudi, altri che sono già mascherati e negli zainetti a spalla forse tengono pronti i sassi. Ecco, questo era il clima alla Festa dei lavoratori di Zurigo. Del resto, l’assenza di oratori ufficiali di peso (neppure un sindacalista di rango, mentre altrove partecipano persino dei consigliere federali) è l’indice più evidente di come la festa zurighese del Primo Maggio sia stata degradata ad occasione d’incomprensione e di scontri, e la sua tradizione storica sia stata mortificata.
A salvarne il carattere di importante appuntamento sindacale e politico della sinistra elvetica, c’è stato soltanto il discorso della consigliera nazionale sangallese Pia Hollenstein, del partito degli ecologisti. Ha ricordato i temi del momento, in particolare la lotta alla globalizzazione, ma anche l’inquinamento fonico dell’aeroporto e la liquidazione milionaria dell’ex-presidente della Swissair, Eric Honegger. E su questo è stata molto applaudita.
Prima ancora della conclusione della manifestazione ufficiale, ha preso inizio la cosiddetta “Nachdemo”, ovvero la dimostrazione di protesta con lancio di pietre da parte di gruppi di estremisti. La polizia, presente con un massiccio spiegamento di forze, ha subito cercato di sedare i disordini, con l’impiego di idranti, lacrimogeni e proiettili di gomma.
Il deciso intervento delle forze dell’ordine ha così impedito ai dimostranti di raggiungere il luogo dove migliaia di famiglie si erano radunate per la Festa del lavoro.
Silvano De Pietro
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.