AVS più cara: le reazioni
Un'ondata di reazioni fortemente negative ha accolto il progetto di revisione LPP. Donne, sindacati e socialisti si dicono indignati che la revisione debba farsi sulle spalle delle lavoratrici.
USS – Decisione pericolosa e totalmente ingiustificata, dice l’Unione sindacale, quella di abbassare l’aliquota di conversione, che va invece mantenuta com’è, altrimenti ciò finirà col tradursi in una forte diminuzione (fino all’8 percento) della rendita del II pilastro per gli assicurati della classe media. Le compagnie assicurative potranno così spartire tra gli azionisti le riserve accumulate con il denaro degli assicurati. Il progetto di revisione contiene soltanto vantaggi minimi e la decisione governativa non fa altro che favorire l’enorme truffa sulle rendite.
SSIC – La Società svizzera degli impiegati di commercio parla di una strada pericolosa imboccata dal Consiglio federale. E’ uno schiaffo specialmente alle donne; una su due rimarrà tagliata fuori dalla previdenza professionale. La diminuzione delle prestazioni è fatta passare per preteso consolidamento.
Donne 2001 – Per il Comitato di lavoro donne 2001, la revisione è inaccettabile. Le donne non sono assicurate alla LPP se non guadagnano almeno 24mila franchi l’anno. Per molte di loro il concetto di terzo pilastro della previdenza vecchiaia è una farsa.
PARTITI
Il partito socialista vuole che l’11 revisione dell’AVS e la revisione della LPP facciano parte di un unico pacchetto senza che le donne siano le vittime dei cambiamenti. Il pensionamento flessibile dev’essere possibile per i redditi bassi e medi senza perdite finanziarie. Il governo, dice il PS, ha voluto privilegiare le società assicurative a scapito delle donne che lavorano a tempo parziale.
Di tono diverso le critiche degli altri partiti. Radicali e UDC auspicano un piano complessivo per il finanziamento del sistema sociale. Il PLR denuncia la tattica del salame che il Governo persegue in questo ambito ed esige la neutralità dei costi nella revisione LPP.
Il PPD è l’unico partito ad appoggiare il progetto governativo PDC, ma intende avanzare delle proposte di miglioramento che vadano incontro ai lavoratori a tempo parziale.
Infine, l’Unione svizzera degli imprenditori e l’Unione delle arti e mestieri approvano la riduzione dell’aliquota di conversione, ma respingono l’aumento della loro quota parte.
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