Conferenza sul disarmo nucleare: proposta svizzera per l’eliminazione delle armi atomiche
Nell'ambito della conferenza sul disarmo nucleare, in corso fino al 19 maggio alla sede delle Nazioni unite a New York, la delegazione svizzera ha presentato un programma destinato alla progressiva eliminazione delle testate atomiche.
La Svizzera intende impegnarsi per un’applicazione più rapida e efficace del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP). A tale scopo, la delegazione elvetica a Nuova York ha inoltrato un programma in otto punti che chiede innanzitutto di accelerare l’eliminazione degli arsenali esistenti attualmente e di garantire una maggiore trasparenza nelle attività svolte per concretizzare gli accordi conclusi nel quadro del TNP.
Il piano prevede inoltre disposizioni riguardanti la riduzione dell’arsenale atomico di Russia e Stati Uniti, come pure un divieto della produzione di materiale fissile destinato alla costruzione di bombe atomiche. Oltre a ciò, i laboratori destinati alla conduzione di test sulle armi nucleari e alla loro produzione dovrebbero essere
posti fuorilegge.
Nel corso della conferenza, che ha come obbiettivo di giungere alla stesura di un nuovo piano di azione, il capo della delegazione elvetica, Jenö Staehelin ha pronunciato un discorso nel quale ha chiesto l’effettiva applicazione del trattato sul divieto delle armi nucleari del 1977. Nel suo intervento, Staehelin ha fatto notare che, dal 1995, non vi sono stati progressi nel capo dell’eliminazione delle armi di distruzione di massa. Nonostante ciò, l’ambasciatore svizzero si è detto contento della ratifica da parte del parlamento russo del trattato sul disarmo, come anche degli impegni analoghi assunti da Francia e Gran Bretagna.
«I test nucleari di India e Pakistan sono un avvertimento», ha dichiarato Staehelin, «essi dimostrano quanto l’instabilità sia sovente causa della proliferazione di armi nucleari». Inoltre, sempre secondo il diplomatico elvetico, Iraq e Corea del Nord devono essere costretti a rispettare le clausole del trattato in base alle condizioni poste dall’Agenzia Internazionale per l’energia atomica.
L’applicazione universale delle clausole del trattato del 1977 appare più problematica oggi rispetto a cinque anni fa. È urgente stabilire, ha aggiunto il capodelegazione svizzero, quali mezzi possono essere utilizzati per estendere le condizioni poste nel trattato anche ai paesi che non l’hanno ratificato.
swissinfo e agenzie
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