Couchepin: la via bilaterale resta l’unica
Il ministro degli interni Pascal Couchepin esclude un'adesione della Svizzera all'Unione Europea (UE) per almeno i prossimi dieci anni.
Le relazioni fra Svizzera e UE seguiranno ancora per lungo tempo la via degli accordi bilaterali.
«Scommetto che resteremo ancora a lungo sulla via dei bilaterali. Non esiste un’alternativa politica praticabile», afferma Pascal Couchepin in un’intervista pubblicata sabato dal popolare quotidiano svizzerotedesco «Blick».
Riguardo alla possibile entrata della Svizzera nell’UE, il consigliere federale afferma che il governo ha iniziato solo da poco a parlare di «opzione a lungo termine» e non più di «obiettivo strategico»
La sfumatura terminologica è stata annunciata mercoledì dal Consiglio federale al termine di una seduta speciale dedicata proprio alla politica europea.
Pro e contro delle varie opzioni
Il governo – ricorda nell’intervista il capo del Dipartimento federale dell’interno – «discuterà nuovamente sui pro e contro delle varie opzioni» (dallo status quo all’adesione), se il prossimo anno sarà pronto l’apposito rapporto dei servizi dell’amministrazione sulla politica di Berna nei confronti di Bruxelles.
Poi – ha detto Couchepin – cinque anni dopo si stilerà di nuovo un simile rapporto e si ricomincerà a esaminare le opzioni.
Promozione culturale all’estero e in patria
Altro argomento su cui si è soffermato il consigliere federale, è stato quello della promozione culturale. Couchepin ha affermato di «trovare sbagliata» l’idea sostenuta dal Partito popolare democratico (PPD) di raggruppare Pro Helvetia e l’Ufficio federale della cultura in un unico centro di competenza.
Il ministro della cultura ha pure definito come «nata morta» un’analoga proposta di concentrazione avanzata in uno studio del Segretariato di stato dell’economia (seco). «La trovo, ha detto prudentemente, una soluzione troppo progressista quella di produrre sotto lo stesso tetto formaggio e cultura», ha dichiarato.
Collaborazione tra ospedali
D’altro canto, secondo Couchepin, è positiva invece la collaborazione fra diversi nosocomi di una stessa regione, ad esempio sotto forma di società anonima.
Nell’ambito della pianificazione ospedaliera, si tratta di una soluzione interessante dal profilo economico. Gli istituti di cura potrebbero raggruppare gli acquisti, evitare alcuni doppioni nella strumentazione e contemporaneamente aumentare l’offerta di letti disponibili, assegnandosi reciprocamente i pazienti.
Il ministro, responsabile anche della sanità, ritiene però tale modello applicabile solo a livello regionale e non nazionale.
swissinfo e agenzie
La Svizzera ha depositato una domanda di adesione all’Unione Europea nel maggio del 1992.
Bruxelles ha congelato la domanda nel dicembre dello stesso anno, dopo che il popolo svizzero aveva rifiutato l’adesione allo Spazio Economico Europeo (SEE).
Mercoledì scorso il governo ha approvato l’apertura di un ambasciata dell’Unione Europea in Svizzera.
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