Crisi economica: destra e sinistra divise
Destra e sinistra non concordano circa i rimedi per affrontare la crisi economica e rafforzare la piazza finanziaria elvetica. È quanto scaturito dai colloqui tenutisi venerdì alla casa von Wattenwyl tra una delegazione dell'esecutivo e i partiti di governo.
Il presidente dell’Unione democratica di centro Toni Brunner – che si è espresso a nome degli altri quattro presidenti dei partiti di governo – ritiene necessario riflettere adesso sulle misure per rafforzare la concorrenzialità della piazza finanziaria svizzera, in seguito alla decisione del consiglio federale di agevolare lo scambio di informazioni in materia di reati fiscali.
In merito al terzo pacchetto di misure congiunturali, Brunner ha dichiarato che i partiti di destra sono piuttosto scettici: essi temono soprattutto l’indebitamento dello Stato, con la conseguente svalutazione del franco che colpirà pensionati e risparmiatori. In ogni caso, ha aggiunto, il Consiglio federale deciderà in giugno sulla base dell’andamento economico.
A livello di strategia internazionale, il governo intende negoziare o rinegoziare gli accordi di doppia imposizione con singoli Stati seguendo il modello OCSE. Un passo inevitabile secondo Brunner, visto che i paesi dell’Unione europea hanno sistemi fiscali diversi. Secondo il presidente dell’UDC, non vi è necessità di ridiscutere ora l’accordo con l’Ue concernente la lotta alla frode: una posizione non condivisa dal Partito socialista.
swissinfo.ch e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.