Crisi PS: comitato centrale convocato il 4 marzo
Il comitato direttivo del Partito socialista cerca di uscire dalla crisi. Venerdì a Berna ha convocato il comitato centrale per sabato 4 marzo e costituito un gruppo di lavoro per riformare le strutture. Sulla stessa linea il gruppo parlamentare PS.
Il portavoce Jean-Philippe Jeannerat ha dichiarato alla stampa che è stato compiuto un primo passo per trovare uno sbocco alla crisi. Il Comitato direttivo ha avviato una discussione «difficile» sui conflitti di persone, ma ha fissato un termine per cercare soluzioni.
Non ha deliberato sui problemi legati a un’eventuale dimissione della presidente del partito Ursula Koch. Non si è nemmeno occupato di eventuali sanzioni contro i due membri del Comitato direttivo che ne hanno chieste le dimissioni: il vicepresidente Pierre Aeby e la consigliera nazionale zurighese Jacqueline Fehr.
Stando all’ordine del giorno, il Comitato centrale – composto di un centinaio di persone – sarà informato sulla seduta del Direttivo e sulla riunione di Muri (BE), dello scorso fine settimana. Dovrà discutere misure da prendere a breve e medio termine per uscire dalla crisi. Infine, dovrà pronunciarsi sull’organizzazione di un congresso, istanza suprema del PS con un migliaio di delegati.
Jeannerat ha spiegato che per il congresso sono possibili varie opzioni: convocarne uno straordinario al più presto, anticipare quello ordinario o mantenerlo alla data prevista, ossia il 14 e 15 ottobre a Lugano. Per il momento, nessuna sezione cantonale ha chiesto di anticiparlo. Ma non è escluso che una richiesta in questo senso possa essere depositata entro il 4 marzo, ha precisato Jeannerat. Un congresso straordinario può essere chiesto dal Comitato centrale o da 5 sezioni cantonali.
Il Direttivo ha inoltre istituito un gruppo di lavoro con il compito di compiere immediatamente una riflessione sulla riforma delle strutture del partito. Il gruppo si compone di quattro persone, tra cui Ursula Koch e Franco Cavalli, capogruppo parlamentare.
Dal canto suo, il Gruppo parlamentare del PS ha deciso di attenersi alle decisioni del Comitato direttivo per cercare di uscire dalla crisi e non ha emesso nessuna raccomandazione. Lo ha indicato venerdì sera ai media Franco Cavalli, secondo cui una presa di posizione avrebbe soltato acuito la crisi.
Ricordiamo che giovedì, la presidente del partito socialista svizzero Ursula Koch aveva detto che non intende rassegnare le dimissioni, malgrado la discordia regnante in seno alla dirigenza del partito e le pressioni esercitate su di lei negli ultimi giorni. Koch ha invitato “il partito a non cedere al panico”. Per la presidente del partito, in rotta con il segretario generale Jean-François Steiert, “gli ultimi giorni sono stati molto difficili”, ma rassegnare le dimissioni in piena polemica non risolverebbe nulla. Si affida alle decisioni del congresso del partito, l’organo che l’ha eletta democraticamente nel giugno del 1997. Nelle condizioni attuali, sarà di nuovo candidata alla presidenza, ha detto. Ursula Koch chiede intanto di non essere intralciata nel suo lavoro, in modo che si occupare di due compiti importanti: risanare i problemi finanziari del partito e dotarlo di una struttura dirigente moderna.
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