Durban II: approvata la dichiarazione finale
La Conferenza dell'Onu sul razzismo ha approvato martedì a Ginevra il documento finale. Il testo è stato approvato per acclamazione, senza modifiche rispetto al progetto presentato venerdì. La Svizzera si è felicitata della decisione.
Nessun paese ha chiesto una votazione sul testo preparato dal russo Yuri Boychenko e adottato venerdì dal comitato preparatorio. Tutti i gruppi regionali hanno approvato il documento.
Dal progetto di dichiarazione erano stati eliminati i toni anti-occidentali, i riferimenti antisemiti e la nozione di «diffamazione delle religioni», difesa da paesi musulmani ma invisa all’Occidente, che vi intravede un inaccettabile limite alla libertà d’espressione.
Il testo avrebbe dovuto essere sottoposto al voto venerdì, ultimo giorno della conferenza, ma i diplomatici hanno deciso di anticipare la decisione all’indomani degli attacchi contro Israele da parte del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad.
Lunedì, durante il discorso di Ahmadinejad, numerosi delegazioni, in particolare europee hanno lasciato la sala.
Segnale importante
Intervenuta quando da pochi minuti era stato adottato il documento finale, la miistra degli esteri svizzera Micheline Calmy-Rey si è detta «molto soddisfatta» del risultato e del consenso raggiunto alla Conferenza sul razzismo a Ginevra, la cosidetta Durban II. Il testo risponde «ai grandi principi difesi dalla Svizzera», ha affermato.
«Ci sentiamo incoraggiati e contenti che un testo sia stato adottato; esso permetterà di compiere dei progressi contro ogni forma di razzismo. È un successo», ha detto la ministra , giunta a sorpresa a Ginevra, dopo che lunedì, giornata di apertura della contestata conferenza, aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato.
«Dopo i propositi inaccettabili di ieri, questo è un segno molto importante nei riguardi delle vittime del razzismo», ha affermato ancora Calmy-Rey. L’adozione del documento finale è una «risposta appropriata, un segnale forte all’indirizzo delle vittime».
La Svizzera «amica di Israele»
Rispondendo alle domande di numerosi giornalisti dopo il suo discorso, Calmy-Rey ha risposto alle cririche israeliane seguito all’incontro domenica tra il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e Ahmadinejad.
«La Svizzera rappresenta gli interessi statunitensi in Iran. Dobbiamo avere dei contatti. Èil nostro compito, ha dichiarato la ministra degli esteri, dicendosi «sorpresa» per la reazione delle autorità israeliane e per la convocazione a Gerusalemme dell’ambasciatore in Svizzera.
Calmy-Rey ha ricordato i rapporti amichevoli tra Svizzera e Israele è ha sottolienato che Berna non condivide in alcun modo le opinioni «inaccettabili» del presidente iraniano sull’Olocausto.
Se a differenza dei paesi dell’Unione europea la Svizzera non ha lasciato la sala durante il discorso di Ahmadinejad «è perché la Svizzera non sostiene una politica della sedia vuota. Non vogliamo lasciare il campo libero ad altri. Per questo siamo rimasti»
swissinfo e agenzie
La prima conferenza dell’ONU sul razzismo era stata organizzata nel settembre del 2001 nella città sudafricana di Durban.
Il summit era stato teatro di numerose provocazioni, in particolare contro Israele.
I partecipanti alla manifestazione avevano evitato in extremis il naufragio, adottando all’unanimità una dichiarazione finale, ‘ripulita’ dai riferimenti antisemiti, e un piano d’azione per lottare contro il razzismo. Israele e Stati Uniti avevano abbandonato il vertice.
La seconda conferenza dell’ONU sul razzismo si è aperta lunedì a Ginevra e si chiuderà il 24 aprile. Obiettivo del summit è di esaminare i passi che sono stati compiuti dal 2001 e quanto rimane ancora da fare.
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