Edilizia: le parti sotterrano l’ascia di guerra
Pace del lavoro assicurata nel settore edile svizzero. Sindacati ed impresari costruttori sono riusciti a trovare un accordo dopo mesi di duro scontro grazie alla mediazione del Seco, il Segretariato di Stato dell'economia.
E’ stato il consigliere federale Pascal Couchepin, responsabile del Dipartimento federale dell’economia pubblica, a dare il mandato all’inizio dello scorso febbraio al direttore della Direzione del lavoro del Seco Jean-Luc Nordmann. Bisognava intervenire al più presto per mediare in una situazione che si stava progressivamente deteriorando.
La trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nell’edilizia e per l’adeguamento dei salari tra il Sei (Sindacato edilizia ed industria) e la Società svizzera degli impresari costruttori (Ssic) si trascinava fin dal terzo trimestre dello scorso anno. I numerosi incontri tra le parti non avevano prodotto alcun risultato tangibile. L’organizzazione padronale rimaneva fissa sulle proprie proposte, giudicate assolutamente insufficienti dai rappresentanti sindacali.
Le manifestazioni di piazza che lo scorso novembre hanno radunato migliaia di lavoratori non sono servite ad uscire dall’impasse. Le posizioni rimanevano troppo distanti, con il sindacato che reclamava un aumento generalizzato per tutti i lavoratori di 200 franchi al mese ed il padronato che continuava a proporre un aumento minimo di 40 franchi al mese per ciascun dipendente, pari a circa l’1 per cento, al quale aggiungere al massimo un ulteriore 1 per cento concesso individualmente sulla base del merito.
L’intervento del ministro dell’economia Couchepin e la successiva mediazione del Seco sono quindi riusciti a ricomporre la vertenza, evitando l’apertura di una stagione di scioperi alla quale la società svizzera non è abituata da ormai oltre quattro decenni di pace del lavoro.
Vediamo quindi quelli che sono i punti fondamentali di questo accordo che, per diventare effettivo dovrà comunque essere ratificato dagli organi competenti delle rispettive associazioni. Il punto principale concerne gli aumenti salariali : un aumento generalizzato minimo delle paghe di 100 franchi al mese a partire dal primo luglio (per i primi sei mesi ci sarà un versamento globale). E qui si può dire che entrambe le parti hanno effettuato delle concessioni: gli impresari costruttori hanno più che raddoppiato la loro proposta di aumento, mentre il sindacato ha dimezzato le proprie richieste.
Il secondo punto importante di questo accordo concerne la rescissione della disdetta del contratto collettivo che i sindacati avevano avanzato a titolo previsionale per la fine di questo mese. Le conseguenze sarebbero state un vuoto giuridico che avrebbe pesato sull’intero settore edile e che avrebbe provocato gravi conseguenze, non ultima, come detto, l’inizio di una stagione di scioperi. L’accordo va oltre e prevede un prolungamento della convenzione collettiva fino al 30 giugno del 2002, ciò che consentirà alle parti l’avvio di negoziati per il rinnovo entro l’estate del prossimo anno.
Prima dell’inizio dell’estate il Sindacato edilizia ed industria e gli impresari costruttori si ritroveranno per dare inizio ai negoziati sugli adeguamenti salariali del prossimo anno, che dovranno garantire, attraverso un aumento reale dei salari, la piena compensazione del rincaro.
Sul tavolo rimane uno dei temi più controversi dell’attuale stagione contrattuale: gli aumenti salariali legati alla prestazione, sulla base del merito.
Sergio Regazzoni
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