Elezione in governo: i partiti affilano le armi
Sabato è stato un giorno particolarmente intenso per la politica elvetica: sette le assemblee dei delegati organizzate nel paese. Tra i temi affrontati vi è stata l'elezione in governo del successore di Pascal Couchepin.
Il Partito popolare democratico (PPD) è più determinato che mai a riconquistare il secondo seggio in Consiglio federale. Tale rivendicazione è legittima, ha dichiarato a Ginevra il presidente Christophe Darbellay.
«Abbiamo due candidati nei nostri ranghi, due candidati di spessore», ha aggiunto, riferendosi alle candidature friburghesi di Dominique de Buman e Urs Schwaller. La designazione ufficiale sarà annunciata l’8 settembre.
I delegati PPD si sono poi soffermati sulla disoccupazione (maggiore protezione ai giovani) e sul mantenimento del segreto bancario.
Durante l’assemblea generale dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), tenutasi a Coira, nei Grigioni, si è ribadito che al partito spetta un secondo seggio in governo. A fianco del ministro di giustizia Ueli Maurer, il presidente dell’UDC Toni Brunner vedrebbe bene il consigliere nazionale friburghese Jean-François Rime.
«L’UDC – ha detto Brunner – è il partito che ha più diritti a rivendicare un seggio supplementare in Consiglio federale». I delegati democentristi, che rappresentano la principale formazione politica della Svizzera, hanno anche parlato del «catastrofico bilancio» di metà legislatura della classe politica, di diritto all’asilo e di famiglia.
In vista delle prossime votazioni (elezione del governo il 16 settembre e votazione federale il 27), sabato si sono pure riuniti i delegati del Partito borghese democratico, dell’Unione democratica federale, del Partito cristiano sociale, del Partito evangelico e dei giovani socialisti
swissinfo.ch e agenzie
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