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Il CIO respinge le accuse

Il Comitato internazionale olimpico ha smentito con fermezza voci su un accordo con le autorità cinesi relativo all'acceso limitato a internet per i gionalisti accreditati alle Olimpiadi.

«Insisto sul fatto che non ci sono mai stati accordi, in nessuna forma, miranti ad accettare delle limitazioni», ha affermato sabato a Pechino il presidente del CIO Jacques Rogge nel corso della sua prima conferenza stampa dopo l’arrivo nella capitale cinese.

«Lasciatemelo dire chiaramente: chiediamo che i media abbiano l’accesso più ampio possibile a internet per poter riferire dai Giochi olimpici», ha detto Rogge. Che ha aggiunto: «Le nostre richieste sono uguali per tutti i paesi organizzatori e non sono cambiate da quando abbiamo firmato un contratto con Pechino nel 2001».

Al momento dell’assegnazione dei Giochi, la Cina aveva promesso assoluta libertà di cronaca, ma i giornalisti giunti a Pechino si sono trovati a un evidente censura di alcuni siti internet. Nel frattempo tuttavia alcuni siti, tra cui per esempio la BBC, Wikipedia e siti relativi ai diritti umani, sono stati sbloccati..

Rogge ha ammesso di essere stato forse «naif» nei confronti delle autorità cinesi, ma si è rifiutato di chiedere scusa per una situazione di cui il CIO «non è responsabile».

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