Il Governo ticinese bacchetta il Municipio di Chiasso.
Dura replica del Consiglio di stato all'Esecutivo della cittadina di confine che ha invitato la popolazione a disertare le urne per il voto di questo fine settimana. Un atto di «disobbedienza civile» per protestare contro la bocciatura da parte della Commissione federale del progetto chiassese per il Casinò. Per il governo si tratta di un «incitamento» scorretto dal profilo istituzionale.
Il Municipio di Chiasso aveva reagito duramente alla decisione di Berna di respingere già al primo esame il progetto per la Casa da gioco. Dapprima ha rimproverato al Consiglio federale di aver ceduto alle pressioni di lobby interessate a sostenere altre località e di essersi accordato con l’Italia per non sfavorire il Casinò di Campione.
Successivamente lo stesso sindaco, Claudio Moro, in un’intervista ad un quotidiano ha aveva lasciato intendere che nell’esclusione della candidatura di Chiasso ci fosse anche lo zampino del governo ticinese che vuole sostenere altri progetti. Un’accusa smentita seccamente da Bellinzona.
Ma negli ultimi giorni la tensione è cresciuta ancora. Dopo ripetute riunioni del Municipio e dei gruppi politici si è fatta strada l’idea d’inscenare una clamorosa protesta invitando pubblicamente i cittadini a non votare per i referendum sulla nuova legge militare e per l’articolo sulle Diocesi. Il sindaco in testa aveva annunciato che non si sarebbe presentato al seggio e ha sollecitato la popolazione a fare altrettanto.
Venerdì pomeriggio il Consiglio di stato ha richiamato all’ordine il Municipio con una lettera dai toni molto fermi. «Il Governo – si legge nella comunicazione – non può che esprimere il proprio rammarico ed il proprio dissenso dinanzi ad un incitamento che non collima assolutamente con il ruolo istituzionale di un’Autorita locale, chiamata a rappresentare e difendere le istituzioni». E in primo luogo, sottolinea Bellinzona, nel promuovere l’esercizio di quel dovere civico di partecipare alle votazioni e alle elezioni che costituisce un tassello fondamentale del sistema democratico.
Per il Governo, se l’invito del Municipio non si pone formalmente in contrasto con la legge, ragioni di ordine istituzionale imporrebbero, comunque, di evitare atteggiamenti simili. Tanto più, si ricorda nella lettera, che le votazioni federali non hanno nulla a che vedere con i motivi che hanno provocato il malcontento dell’esecutivo e della popolazione.
Libero D’Agostino
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