L’UDC rilancia la battaglia sugli stranieri
Asilo, criminalità e politica migratoria sono stati al centro sabato a Berna di un congresso straordinario dell'Unione democratica di centro (UDC). I delegati hanno approvato due documenti, che ripropongono i classici cavalli di battaglia del partito nazionalista, ma con toni più accesi.
Diversi membri dell’UDC hanno denunciato in particolare l’alto tasso di criminalità tra gli stranieri e la formazione di una società islamica parallela in Svizzera. “Il nostro partito è in allarme di fronte alla conseguenze negative dell’immigrazione di massa”, ha detto il presidente Toni Brunner rivolgendosi ai circa 500 delegati presenti. “È giunto il momento di far valere nuovamente le regole del nostro paese”.
Per quanto concerne la politica dell’asilo, numerosi delegati hanno dichiarato che la situazione è notevolmente peggiorata dopo la non rielezione di Christoph Blocher in governo. Non sono mancate le frecciate nei confronti di Eveline Widmer-Schlumpf, considerata responsabile del forte afflusso migratorio. La ministra di giustizia e polizia era stata eletta in Consiglio federale nel 2007, al posto del leader dell’UDC.
Secondo il consigliere nazionale bernese Adrian Amstutz si può ormai parlare di “un’industria dell’asilo”. Il collega vallesano Oskar Freysinger ha messo invece in guardia dall’infiltrazione della sharia islamica nel diritto svizzero e condannato la costituzione di “ghetti religiosi e culturali”.
Per risolvere il problema, l’UDC ha messo sul tavolo le proprie ricette: “meno immigrazione, leggi più severe e condanne più pesanti”. I documenti, approvati a larga maggioranza, rivendicano in particolare una revisione degli accordi con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone. Propongono inoltre l’espulsione automatica dei criminali stranieri che commettono reati gravi e la reintroduzione delle pene detentive di breve durata. Per salvare le assicurazioni sociali dalla “rovina” l’UDC chiede infine che venga applicato nuovamente il contingentamento degli stranieri.
swissinfo e agenzie
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