Lenta ricostruzione in Ossezia
Il rappresentante dell'ONU per i diritti degli sfollati, lo svizzero Walter Kälin, ammonisce: l'inverno è in arrivo e in Ossezia del Sud i segni del conflitto russo-georgiano del 2008 non sono ancora stati cancellati.
Per Kälin, l’opera di ricostruzione è eccessivamente lenta. Molti senza tetto dovranno così trascorrere un secondo inverno in condizioni di grave disagio.
L’inviato dell’ONU è stato autorizzato a visitare la provincia separatista senza restrizioni e ha avuto modo di parlare direttamente con le autorità locali. Secondo le sue stime sono almeno 680 le case distrutte nella sola capitale Tskhinvali.
Kälin, che è professore di diritto internazionale, ha anche visitato numerosi villaggi, che prima del conflitto dell’agosto 2008 erano abitati da persone di etnia georgiana, e che ora sono deserti o completamente distrutti.
Difficili le condizioni di vita anche a Leningori, dove la popolazione – composta di etnie diverse – deve convivere con frequenti interruzioni nell’erogazione di elettricità e gas.
Kälin ha invitato le parti a raggiungere un accordo che faciliti l’accesso degli aiuti umanitari. Proprio domani 11 novembre avrà luogo a Ginevra un ottavo round di negoziati tra Russia e Georgia, sotto la presidenza dell’Unione europea, dell’ONU e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
swissinfo.ch e agenzie
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