Un accordo ancora pieno di parentesi
Si parla generalmente della COP21, ma qui a Bourget si svolge anche l’incontro di diversi organi della CCNUCC (Convenzione dell’ONU sui cambiamenti climatici), tra cui il Gruppo di lavoro sulla piattaforma di Durban per un’azione rinforzata (ADP).
Quest’ultimo, che da quattro sta preparando l’Accordo di Parigi, è diviso in diversi gruppi di contatto, organizzati in incontri informali e incontri super informali!
Lo scopo? Avanzare il più rapidamente possibili nei negoziati e riuscire a proporre alla COP21, entro la fine di questa settimana, un testo che si avvicini il più possibile a un compromesso.
Martedì 1° dicembre, un gruppo di contatto ha analizzato la prima parte della bozza di decisione della COP21, che riguarda l’adozione dell’Accordo di Parigi. Questo articolo pone la questione della formula giuridica: sarà un protocollo, dunque giuridicamente vincolante? La questione divide i paesi.
Tuvalu, uno dei paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, ha aggiunto un riferimento all’articolo 17 della CCNUCC che stipula che le parti adottino dei protocolli.
Gli Stati Uniti non vedono di buon occhio la proposta e l’Arabia Saudita interviene regolarmente, con osservazioni sulla procedura di negoziato, rallentando così il più possibile il processo.
Infine, il gruppo si è ritrovato con otto parantesi in più (le parti di testo per le quali non vi è accordo sono tra parentesi) e tre nuove aggiunte al testo. Il gruppo di contatto incaricato di analizzare il preambolo, e l’articolo 2, non ha invece fatto progressi. Restiamo fiduciosi e speriamo che i limiti di tempo non taglino le ali alle ambizioni dei diversi paesi.
Océane Dayer, presidente Swiss Youth for Climate
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