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Democrazia diretta in Svizzera

Parte Steinegger, arriva Bührer; il partito radicale a una svolta

Lo sciaffusano dovrà cercare di frenare l'emorragia di voti verso l'Unione democratica di centro swissinfo.ch

La lunga ricerca di un successore del presidente del partito radicale democratico PRD Franz Steinegger si è conclusa. Le discussioni all'interno del partito durante le ultime settimane hanno permesso di fare l'unanimità attorno a un candidato, il consigliere nazionale sciaffusano Gerold Bührer.

Gerold Bührer, che compirà 53 anni in giugno, è in Consiglio Nazionale dal 1991 e si è fatto un nome soprattutto come esperto di finanze. Egli passa per un difensore degli interessi del mondo economico svizzero. Bührer dovrà ora essere confermato a capo del partito nella prossima assemblea dei delegati del 7 aprile a Ginevra. La conferma del candidato proposto dalla direzione dovrebbe risolversi in una pura formalità.

Con le dimissioni di Steinegger, il PRD perde un abile stratega che ha segnato la vita politica federale con il suo carisma e la sua capacità di unire. Steinegger, durante dodici anni di regno ha saputo manovrare fra gli esponenti dell’ala economica dura e quelli di un’ala più sensibile alle problematiche sociali.

Steinegger, eletto in Consiglio nazionale nel 1980, ha acquisito una nuova statura nazionale anche dopo la sua nomina alla testa di Expo.02, dove è stato visto come il salvatore di un’esposizione nazionale in grande difficoltà. In precedenza, nel 1977 e nel 1987, l’urano si era profilato come capo di stato maggiore per le operazioni di aiuto quando il suo cantone era stato colpito dalle intemperie.

L’immagine positiva di cui gode ben oltre gli steccati dei partiti politici ha contribuito a rafforzare la sua posizione al PRD e sulla scena politica federale, anche se durante il suo regno il partito ha perduto regolarmente voti e nel 1999 ha dovuto lasciare all’UDC la leadership della destra.

Steinegger, eletto nel 1989 alla testa del PRD indebolito dallo scandalo Kopp, ha dato al partito un profilo realista, alleandosi a volte con i socialisti e a volte con gli altri partiti borghesi, in funzione dei dossiers del momento.

Steinegger ha anche talvolta assunto posizioni poco ortodosse, come ad esempio quando decise di appoggiare l’iniziativa delle Alpi, sottolineando così le sue origini di montanaro toccato dalla valanga di autocarri che attraversano ogni anno il cantone di Uri.

Dal canto suo, lo sciaffusano Gerold Bührer è considerato un rappresentante dell’economia e dell’ala destra del PRD. Nato il 23 giugno 1948 a Hofen (SH), è stato eletto nel Consiglio nazionale per la prima volta nel 1991, dopo essere stato deputato nel parlamento cantonale sciaffusano dal 1982. Attualmente presiede la commissione delle finanze della Camera bassa ed è membro della Commissione dell’economia e dei tributi. Dall’aprile dello scorso anno è membro della direzione del PRD.

Economista di formazione, specialista di questioni finanziarie e fiscali, Bührer si è sforzato recentemente di scrollarsi di dosso l’immagine di paladino della destra economica per farsi più «consensuale», mostrandosi più aperto alle sensibilità dei radicali romandi.

A fine settembre ha lasciato la direzione del gruppo industriale sciaffusano Georg Fischer e ha dichiarato di volersi dedicare maggiormente all’attività politica e a «mandati economici scelti». Originario di Bibern-Hofen, abita a pochi chilometri di distanza, a Thayngen. Sposato dal 1973, è padre di due figli di 18 e 15 anni.

swissinfo e agenzie

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